MotoGP, KTM

MotoGP, la tecnica: KTM ed il telaio che ha segnato la svolta

Dopo un inizio difficile, KTM ci ha messo poco a raddrizzare la stagione. Tutti i cambi tecnici finora, con anche un occhio alla stagione MotoGP 2022...

20 luglio 2021 - 7:48

di Paul Emile Viel 

L’inizio di stagione MotoGP per KTM ha avuto le sembianze di un mezzo disastro, che faceva pensare al peggio. Le RC16, così performanti solo pochi mesi prima, dopo un 2020 chiuso con ben tre vittorie, sembravano essere tornate alle difficoltà delle origini ma  senza i punti di concessione del regolamento e con degli pneumatici Michelin che non andavano più bene. Insomma, uno scenario non proprio roseo… Invece in soli due Gran Premi tutto è cambiato. Al Mugello infatti la casa austriaca è ritornata protagonista sul podio. Un’impresa ripetuta appena una settimana dopo in Catalunya, ritrovando anche il gusto della vittoria!

Un inizio di campionato da montagne russe per KTM: dalla fatica per entrare in top 10 fino al ritrovarsi in grado di lottare per il podio. Cos’è successo? Il nuovo telaio sembra aver dato un aiuto notevole.

Come detto, la stagione KTM non è iniziata come speravano gli uomini di Mattighofen. Dal Qatar, i piloti della casa austriaca hanno lottato costantemente per trovare le giuste regolamentazioni per far funzionare correttamente la RC16.

Ricordiamo che KTM aveva vinto l’ultima gara della stagione 2020, con Miguel Oliveira in trionfo in Portogallo. Era stata una piacevole scoperta l’anno scorso, per questo è stato decisamente sorprendente vederli in quelle posizioni. Nella stagione 2020 però la MotoGP non aveva corso in Qatar. Nonostante i cinque giorni di test sulla pista di Losail, le prime 2 gare sono state piuttosto complicate. Questo ha però dato una spinta agli ingegneri, che si sono messi al lavoro per cercare di migliorare la bella arancione.

KTM aveva apportato modifiche al suo pacchetto aerodinamico, testato in Qatar. Era più filante di quello attuale e presentava un maggior numero di “denti di squalo”, che funzionano come generatori di vortici aerodinamici. Anche se questa carenatura è stata ampiamente testata dal collaudatore Dani Pedrosa, così come da ogni pilota KTM, non è stata ancora utilizzata in gara fino ad ora.

Nella foto qui in alto possiamo vedere l’attuale pacchetto aerodinamico, con uno spoiler molto più grande di quello osservato nell’immagine precedente.

KTM ha portato un nuovo telaio, che è stato visto per la prima volta nei test di Jerez. Ma è stato utilizzato solo dal GP d’Italia, ​​al Mugello, dove sono arrivati i migliori risultati fino a quel momento: Miguel Oliveira secondo e Brad Binder quinto. Sembra relativamente identico alla vecchia versione, ad eccezione di due piccoli punti sul telaio verso il piantone dello sterzo. Questo è 100% acciaio, per il 75% costruito in stampa 3D, un’impresa tecnica che consente la reattività. “La produzione di telai è ora parzialmente eseguita con stampanti 3D. Tutto si muove “internamente”, produciamo i nostri telai” aveva specificato Stefan Pierer. Aggiungendo poi che “Questo telaio tubolare in acciaio è il vantaggio strategico in relazione alle tecnologie odierne. Lo abbiamo mostrato prima nel fuoristrada, poi in Moto3, ora anche in MotoGP.”

Un chassis che sembrava migliorare la performance allo stesso tempo sia in percorrenza che in ingresso curva, ovvero i punti deboli di KTM. Indipendentemente dal cambiamenti attuati, da allora ha funzionato a meraviglia: i due piloti ufficiali sono stati sempre più vicini ai primi ed in seguito Miguel Oliveira ha vinto il GP di Catalunya. Stefan Pierer ha così commentato le modifiche che si possono ottenere con la stampa 3D: “A volte sono cose molto semplici. Ad esempio, se modifichi uno spessore da 2 a 1,5 millimetri senza modificare la geometria del telaio, ottieni subito una flessione diversa.”

KTM ha sviluppato questo nuovissimo prototipo con il suo pilota collaudatore, Dani Pedrosa. Questa moto è completamente diversa da quelle che si usano in questo momento: nuovo telaio, nuovo forcellone, tante novità al posteriore con sella ridisegnata e nuovi scarichi.

Questo prototipo è apparso per la prima volta durante i test ufficiali in Qatar, ma non l’abbiamo più visto in pista. Almeno fino al test ufficiale di Barcellona, ​​dove Brad Binder e Miguel Oliveira lo hanno brevemente provato. Né KTM né i suoi piloti hanno rivelato alcun dettaglio tecnico su questo prototipo, che dovrebbe essere una bozza della RC16 2022.

Qui in alto possiamo vedere il nuovo forcellone di questa nuova moto. La linea del forcellone inferiore è il cambiamento più grande rispetto alla versione attuale.

Questo qui in alto è il forcellone attuale, utilizzato da Miguel Oliveira e Brad Binder. Le differenze sono evidenti: la forma, in primis, ma anche il fatto che sulla nuova versione non è presente nemmeno il grande foro in basso.

L’ultimo grande cambiamento visivo è la nuova coda. Lo scarico ora è integrato nella carrozzeria e non è più visibile come prima, quando era posizionato sotto.

In questa foto in alto abbiamo la versione attuale: come si può vedere, le differenze sono notevoli.

L’ultima cosa che abbiamo visto da KTM è questo pacchetto aerodinamico molto diverso, testato da Iker Lecuona in Catalunya. Già in passato i prototipi MotoGP avevano questo tipo di buchi nella carenatura, un espediente che da decenni veniva utilizzato nelle gare ventose, in modo che la moto fosse meno reattiva alle folate. Ma gli ingegneri avevano rinunciato all’idea da tempo. In questo caso l’abbondante “foratura” ha permesso di ridurre le vibrazioni sulla moto, oltre a limitare l’effetto del vento laterale sul mezzo. Gli ingegneri KTM stanno probabilmente considerando di utilizzare i fori nella carenatura per fare qualcosa di simile.

Dall’apparizione delle alette in MotoGP, il lavoro aerodinamico ha avuto un ruolo sempre maggiore in MotoGP. Gli alettoni creano attorno ad essi delle turbolenze che possono provocare vibrazioni per la moto e per il pilota, in particolare innescando interferenze anche sul corpo del pilota. Osserviamo anche la presenza di due set di alette aggiuntive, che sono più arretrate sulla carena rispetto a quelle che troviamo sugli attuali prototipi MotoGP. Quindi, dopo un inizio di stagione a due facce, gli uomini di Mattighofen si avviano verso la seconda metà del 2021 con uno dei team più forti e in fiducia  in questo momento.

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Foto: Dorna Sports

L’articolo originale su paddock-gp

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