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MotoGP, la tecnica: il freno posteriore nei minimi dettagli

In MotoGP ogni piccolo dettaglio è importante. Vediamo in particolare quattro diverse impostazioni per il freno posteriore.

9 aprile 2020 - 8:04

Le impostazioni di un prototipo MotoGP non si limitano al motore, al telaio o alle sospensioni. Per vincere una gara, ogni dettaglio conta! In strada non usiamo molto il freno posteriore, ma ai piloti serve regolarmente per stabilizzare la moto e risparmiare così preziosi decimi di secondo. Descriveremo nel dettaglio quattro diverse impostazioni del freno posteriore, ciascuna con specifiche diverse. Ma perché sono così importanti?

In effetti, la sensazione del pedale del freno posteriore è una delle cose più importanti per poterlo usare correttamente. Un pilota deve essere in grado di sentire e sapere quale pressione esercita per essere preciso. Per fare questo, Valentino Rossi utilizza il metodo tradizionale di legare un elastico attorno al cilindro principale e alla leva. Questo procedimento rende la leva molto più rigida quando viene premuta.

È dotato di una molla convenzionale posizionata sull’asse del pistone della pompa freno. Il colore della molla indica la sua rigidità. I piloti spesso provano molle con una resistenza diversa, fino a quando non trovano la più adatta al loro stile di guida. Sappiamo, ad esempio, che a Jack Miller piace una molla molto rigida per il freno posteriore, perché ha bisogno di più sensibilità possibile.

Takaaki Nakagami usa anche una molla per migliorare la sensazione della leva, ma notiamo anche la presenza di una parte aggiuntiva sulla leva stessa. Questo pezzo rettangolare imbullonato alla leva ha lo scopo di facilitare l’uso del freno posteriore in caso di inclinazione elevata. A volte i piloti possono avere difficoltà a raggiungere la leva quando si trovano alla massima inclinazione (circa 65°). Scelgono quindi di avere una parte aggiuntiva, che consente loro di raggiungere la leva più facilmente.

Alex Rins ha un sistema simile sulla sua Suzuki, ma invece di una superficie rettangolare, sembra una leva del freno a due posizioni. Una normale per i rettilinei ed una più corta da utilizzare in curva. Notiamo anche la presenza di un eccentrico appena sopra la leva del freno, fissato tramite un dado. Limita la posizione alta della leva del freno posteriore.

Questo eccentrico può essere ruotato per spingere la leva più in basso per mettere in pressione il circuito del freno posteriore, così da avvicinarsi tanto da toccare le pastiglie. È un’impostazione di comfort. Alcuni piloti preferiscono una corsa della leva più lunga, con una banda morta prima che le pastiglie tocchino il disco. Altri invece optano per una più breve, con un attacco più immediato.

L’articolo originale di Paul-Emile Viel su paddock-gp

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