MotoGP, la tecnica: il carburante, un liquido prezioso e super controllato

Il carburante è certo fondamentale in MotoGP. Ma è anche controllatissimo, soprattutto per la sua temperatura. Ecco nel dettaglio di cosa si tratta.

20 maggio 2021 - 8:06

di Paul Emile Viel

I team ufficiali MotoGP hanno un limite di 22 litri di carburante per gara. Ma il volume di un liquido dipende anche dalla sua temperatura. Questo generalmente aumenta quando cresce la temperatura, fino a raggiungere uno stato gassoso se sufficientemente caldo. Se raffreddato, il liquido si condensa in base alla sua composizione chimica. Il carburante utilizzato in MotoGP non fa eccezione. Pertanto, le squadre raffreddano il carburante prima di ogni gara. Ma fino a che punto è consentito?

Il regolamento tecnico afferma che “Per le gare MotoGP, il carburante sulla moto non deve essere inferiore di più di 15° C rispetto alla temperatura ambiente.” Pertanto, se la temperatura ambiente è di 25° C, il carburante inserito nel serbatoio non deve avere una temperatura inferiore a 10° C.

Questa stessa normativa aggiunge che “Non può esserci alcun dispositivo sulla moto per abbassare la temperatura del carburante. Questo deve essere fatto prima di travasare il carburante nel serbatoio. Inoltre, c’è una temperatura ambiente ufficiale visualizzata sul monitor del cronometraggio 75 minuti prima dell’inizio della gara. In modo che tutte le letture della temperatura del carburante abbiano lo stesso riferimento.”

Ad ogni squadra viene assegnato un commissario tecnico 75 minuti prima dell’inizio della gara. Parliamo di una persona autorizzata a testare tutto il carburante prima del trasferimento nel serbatoio della moto.

Questi verifica il carburante e i contenitori (stoccaggio, trasferimento e serbatoio stesso) utilizzati per il rifornimento, per garantire che nessuno di questi sia più freddo di quanto consentito. I recipienti stessi sono già stati esaminati e approvati dagli ispettori tecnici e ogni squadra ne può avere solo due per pilota. Questi non devono essere pressurizzati. Il serbatoio stesso poi “non deve mai essere posto sotto pressione artificiale superiore alla pressione atmosferica”.

Una volta confermato che il carburante rientra nell’intervallo di temperatura consentito, il team lo può trasferire nel serbatoio della moto. Questa operazione avviene nel retro box. Quindi, il commissario tecnico tiene d’occhio il serbatoio fino a quando la moto non esce dai box. Può essere utilizzato solo il carburante proveniente dal contenitore approvato ed a temperatura controllata, anche quando il team desidera aggiungere, cambiare o fare il pieno.

Pertanto, quando la moto lascia la corsia dei box per raggiungere la griglia, devono esserci esattamente 22 litri di carburante nel serbatoio. Carburante che è 15° C più freddo della temperatura ambiente. Immediatamente, il carburante inizia a riscaldarsi per adattarsi alla temperatura ambiente e il suo volume aumenta leggermente. Ecco perché è bene avere un serbatoio dalla capienza di poco maggiore di 22 litri.

È vietato fare rifornimento o cambiare i serbatoi in griglia. I preziosi 22 litri quindi devono essere maneggiati con cura dal momento in cui la moto lascia i box. I piloti in griglia hanno ombrelli che li proteggono dal sole e alcune squadre fanno lo stesso per proteggere il carburante. Anche questo è controllato: non è ammesso infatti alcun dispositivo per il controllo della temperatura nel serbatoio.

I riscaldatori del motore dei prototipi della MotoGP sono realizzati sempre di più in un piccolo serbatoio fittizio. Il vero serbatoio, pesante e ingombrante, viene installato solo dopo tutti i controlli. Il che è più comodo per i meccanici.

Dopo la gara, vengono prelevati campioni di carburante dalle moto sul podio e da altre estratte a sorte. Diversi laboratori riceveranno poi questi campioni. Non mancano così anche verifiche della capacità dei serbatoi, parallelamente al download dei dati ecc. effettuato da IRTA.

L’articolo originale su paddock-gp

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