MotoGP rain cover

MotoGP, la tecnica: come ci si adatta alle diverse condizioni meteo?

Ogni piccolo dettaglio in MotoGP è fondamentale. Come cambiano le moto in condizioni di asciutto e bagnato? Ecco le differenze.

2 aprile 2020 - 17:06

In MotoGP tutto viene calcolato al millimetro per garantire il massimo rendimento della moto in ogni condizione. Il tempo però è un fattore che non possiamo controllare. Se cambia durante la gara, allora varie impostazioni devono essere modificate. L’abbiamo visto più volte nelle stagioni precedenti. Se comincia a piovere, i commissari mostrano la bandiera bianca con la croce rossa e tutti i piloti tornano al box per cambiare la moto. Cosa cambia nella configurazione tra condizioni di asciutto e di bagnato?

Preparare una MotoGP per l’una o l’altra situazione è un compito importante per i meccanici. Per il team, passare rapidamente da una configurazione all’altra fa parte della gara. I meccanici apportano le modifiche necessarie per adattare la moto in soli 3-5 minuti . Lavorano contemporaneamente su diverse parti per risparmiare tempo, rispondendo rapidamente alle condizioni della pista e alle esigenze del pilota. Quando la gara viene dichiarata “bagnata”, i piloti possono attraversare più volte la corsia dei box per cambiare la moto e quindi passare da una configurazione asciutta a una bagnata.

Pneumatici

Prima di tutto, la cosa più ovvia è il cambio gomme. Le slick, utilizzate in condizioni normali, vengono sostituire dagli pneumatici da pioggia, che offrono una migliore aderenza. Questo va anche di pari passo con il fatto che la luce posteriore è accesa, come stabilisce il regolamento in queste situazioni.

Dischi freno

Sfruttando il fatto che i cerchi vengono rimossi dalla moto, la squadra cambia anche i dischi freno se necessario. I freni in acciaio erano di norma preferiti ai freni in carbonio quando pioveva. Questi ultimi però ormai vengono sempre più utilizzati in tutte le condizioni, con un deflettore che mantiene i dischi in un intervallo di temperatura accettabile migliore. I dischi in acciaio possono riscaldarsi molto rapidamente se si frena a fondo. Con le normative vigenti, a volte il pilota può iniziare la gara con una configurazione a pioggia. Quando invece la pista inizia ad asciugarsi, con i dischi in acciaio è incredibilmente difficile guidare sull’asciutto.

Le pastiglie dei freni devono sempre essere sostituite con quelle più adatte alle condizioni di bagnato. Se alla fine il team decidesse di installare dischi in acciaio, l’intero sistema di frenatura verrebbe modificato, comprese le pinze e il sistema idraulico.

Sospensioni

Bisogna adattare anche questi parametri. I meccanici installano una molla più morbida, oltre ad effettuare alcune modifiche alle forcelle. Usando molle più morbide, il peso sarà trasferito meglio nella parte anteriore della moto, aumentando la temperatura dello pneumatico e quindi il grip. Qualsiasi cambio di sospensione sulla ruota posteriore è un po’ più complicato. L’intero sistema deve essere cambiato, ma un ammortizzatore posteriore già predisposto per le condizioni di bagnato è generalmente pronto per essere montato sulla seconda moto.

Elettronica

L’ingegnere elettronico del team modifica i sistemi di controllo della moto nella centralina. I programmi funzioneranno diversamente in condizioni di bagnato e asciutto.

Ammortizzatore di sterzo

Anche questo viene modificato o, in caso contrario, viene regolato diversamente. Questo aiuta il pilota a girare il manubrio più facilmente.

Altre modifiche

La squadra deve effettuare anche modifiche più piccole, aggiustamenti tutt’altro che insignificanti. Può sembrare semplicistico, ma è importante fissare il radiatore per proteggerlo dall’effetto di raffreddamento dell’acqua sulla pista. Si mantiene così il motore a una temperatura di funzionamento ideale. È difficile scegliere la giusta quantità di nastro, perché se la traccia inizia ad asciugarsi troppo può causare il surriscaldamento. Un altro dettaglio consiste nella rimozione dei tappi dalla parte inferiore della carenatura. Queste prese impediscono la fuoriuscita di liquidi in caso di rottura, ma si riempirebbero di acqua sotto la pioggia!

Il team può anche installare un piccolo deflettore a forma di triangolo sotto la carenatura per portare l’acqua lontano dalla ruota posteriore. A volte però, quando la pista inizia ad asciugarsi, il pilota non lo vuole questo deflettore perché potrebbe verificarsi l’effetto di raffreddamento dell’acqua sul pneumatico posteriore in caso di surriscaldamento. Un sistema diverso dal “cucchiaio” che Ducati ha sviluppato (di nuovo), più utilizzato per il supporto aerodinamico.

Il pilota necessita di cursori più spessi, per poter mettere il ginocchio a terra con una minore angolatura (e quindi prendendo meno rischi). Comprendiamo poi anche tute impermeabili e visiere trasparenti. Infine, si applicano alcuni prodotti sulla moto e sulla visiera del conducente. Uno esterno, idrorepellente, per far scivolare rapidamente l’acqua, e uno interno per impedire l’appannamento. I piloti usano anche delle maschere sotto le visiere per limitare la condensa all’interno.

Tutto ciò può sembrare un compito scoraggiante in caso di pioggia. Ogni membro del team però sa su quali parti lavorare, il che consente un cambio rapido ed efficace. Una volta che la bici è pronta, il pilota può entrare ai box. Scende dalla sua moto, riparte con quella perfettamente adattata alle condizioni e torna in pista il più rapidamente possibile.

L’articolo originale di Paul-Emile Viel su paddock-gp 

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