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MotoGP, la storia: vincere più Mondiali con più case? Chiedere a…

Tra i tanti campioni, qualcuno è riuscito a vincere con più case nella stessa classe. Qualche esempio? Agostini, Nieto, Biaggi, Stoner... Tutti i protagonisti.

14 febbraio 2021 - 19:00

La storia del Motomondiale è ricca di piloti capaci di lasciare un segno importante. Non manca certo una bella lista di campioni, tra chi ha vinto un solo titolo e chi si è ripetuto più volte nel corso della carriera. Alcuni sono diventati vere e proprie bandiere per una fabbrica in particolare, viste le corone iridate ottenute sempre con la stessa. Noi invece ci occupiamo di chi  ha voluto accettare una certa sfida, vincendola: parliamo di chi è stato capace di assicurarsi più Mondiali in una medesima categoria, ma con case diverse. Un’impresa difficile, messa a referto da soli 11 piloti: ecco i loro nomi (in ordine di titoli complessivi) e la loro storia.

Giacomo Agostini 

Iniziamo la nostra lista con l’uomo dei 15 titoli, ovvero Giacomo Agostini. Protagonista per svariate stagioni tra 350cc e 500cc con un gran numero di titoli consecutivi. Quella che ci interessa però è la classe regina, che gli permette di entrare in questa speciale classifica. Dal 1966 al 1972 è imbattibile con MV Agusta: a volte vincendo tutte o quasi tutte le gare in programma, altre dando vita a duelli memorabili, come nel ’67 con Hailwood. Ma ‘Ago’, già di diritto nella leggenda, fa anche di più: nel 1975, al secondo anno con Yamaha, mette a referto quattro vittorie ed altri due podi che gli valgono l’ultimo iride in carriera. Un record di mondiali tutt’ora difficile da scalfire, per di più con due case diverse.

Angel Nieto 

Passiamo al secondo di sempre per numero di titoli iridati in carriera, ovvero lo spagnolo Angel Nieto: 6 in 50cc, 7 in 125cc. E ci interessano entrambe, visto che ci è riuscito anche con tre case diverse per categoria! Ma andiamo con ordine, cominciando dalle mitiche zanzare. Iniziamo con il biennio 1969-1970, quando il binomio spagnolo Nieto-Derbi sale per la prima volta sul tetto del mondo, un duo vincente che si ripete anche nel 1972. Qualche anno dopo il pilota iberico mette a referto il quarto titolo di categoria, ma con Kreidler: sei vittorie ed altri due podi gli permettono di avere la meglio su Lazzarini e l’artigianale Piovaticci. Nel biennio successivo è ancora lui a regnare in 50cc, ma con la spagnola Bultaco, lasciandosi alle spalle sempre piloti della casa tedesca.

In 125cc la storia non è molto diversa. Si comincia nel 1971-1972, quando Nieto trionfa con Derbi anche in questa categoria. Segue un lungo digiuno, prima di tornare a vincere e con i colori italiani. Nel 1979 infatti, da pilota Minarelli, mette a referto otto successi che valgono la terza corona della ottavo di litro, ripetendosi poi due anni dopo sempre con la casa di Calderara di Reno grazie ad altre otto vittorie ed un podio. L’anno successivo passa a Garelli, vivendo la prima di altre tre stagioni vincenti sempre in maniera piuttosto netta. Arriviamo al conteggio totale di 13 titoli, ma l’impresa è esserci riuscito con tre case diverse per ogni categoria. Un caso decisamente unico nella storia del Motomondiale.

Carlo Ubbiali 

Torniamo in Italia per trovare un altro caso di questo tipo. Il protagonista è Carlo Ubbiali, terzo più vincente di sempre in coabitazione con altri due piloti. Un pluricampione del mondo sia in 125cc che in 250cc, ma la categoria che ci interessa è la ottavo di litro. È il 1951 quando “Il Cinesino” entra nella lista dei piloti iridati. In un anno in cui la categoria registra motociclette quasi totalmente italiane, ecco la prima corona con la mitica FB Mondial. Un digiuno di qualche anno, poi Ubbiali torna a vincere: passato nel frattempo a MV Agusta, arrivano altri due titoli di categoria nel biennio 1955-1956, un binomio italiano praticamente invincibile. Ma non finisce qui: andando più avanti con gli anni, abbiamo tre stagioni praticamente stellari per Ubbiali e MV Agusta. Dal 1958 al 1960, gli ultimi anni insieme in questa classe, sono ancora loro a dettare legge.

Valentino Rossi

Ex aequo il pilota appena citato, a quota nove titoli, c’è il campione di Tavullia Valentino Rossi. La categoria che ci interessa è la classe regina, sia 500cc che MotoGP visto il periodo in cui ha vinto. Dal 2001 al 2003 infatti è stato lui il re della top class assieme a Honda, lasciandosi alle spalle piloti come Biaggi e Gibernau, con cui ha dato vita a duelli epici. Nel 2004 ecco il passaggio a Yamaha, che dal lontano 1993 non vinceva un titolo piloti (nel 2000 invece l’ultimo iride costruttori). Ecco il ritorno al successo per la casa dei tre diapason, che con il Dottore si impone in quella stagione su Gibernau e Biaggi, mentre nel 2005 trionfa davanti al connazionale Marco Melandri. Uno dei pochi ad essere riuscito a vincere con due differenti costruttori, ma è anche uno dei pochi vincitori di titoli consecutivi con due case diverse (un esempio è il già citato Angel Nieto, ma parleremo più avanti anche di Eddie Lawson e Max Biaggi).

Geoff Duke

Passiamo a sei titoli complessivi per il pilota che segue in questa lista, ovvero il britannico Geoff Duke, più volte iridato tra 500cc e 350cc. La categoria che ci interessa è sempre la classe regina, allora 500cc visto che torniamo negli anni ’50. È infatti il 1951 quando arriva il primo iride di categoria, quando Duke è un pilota Norton e riesce ad imporsi in 4 GP su sette disputati. Dobbiamo poi aspettare qualche anno, ma ecco che il britannico inanella una tripletta di titoli in classe regina, stavolta con l’italianissima Gilera. Dal 1953 al 1955 è lui il re della categoria vincendo più di qualunque diretto rivale in gara.

Anton Mang

Passiamo ad un più volte campione nelle categorie ‘di mezzo’, ovvero 250cc e 350cc, per un totale di cinque titoli. Ma osserviamo in particolare il percorso di Anton Mang nella quarto di litro. Il periodo per noi interessante inizia nel 1980, quando il pilota tedesco si assicura il primo titolo di categoria, nonché il primo personale, in sella ad una Krauser-Kawasaki (con Krauser come sponsor). Sopravanzando nettamente i compagni di marca Ballington e Baldé, a completare la top 3. Cala il bis l’anno successivo, mettendo a referto 10 successi in 12 GP. Segue una ‘pausa’ fino al 1987, anno di dominio Honda nella categoria: proprio con la casa dell’ala dorata Mang conquista il suo ultimo titolo 250cc, con ampio vantaggio sui quattro compagni di marca che seguivano in classifica iridata.

Stefan Dörflinger

A seguire inseriamo Stefan Dörflinger, campione svizzero che ha brillato tra 50cc e 80cc. Il nostro interesse va ad entrambe, ma cominciamo con le zanzare. È il 1982 quando, in sella ad una Kreidler, si assicura il suo primo iride in carriera. Se l’era dovuta vedere con Lazzarini, con cui si è diviso il numero di vittorie, ma un podio in più ha fatto la differenza. L’anno successivo lo svizzero si ripete, stavolta però su Krauser, riuscendo ad avere la meglio sempre sul battagliero pilota italiano. Si chiude così l’epoca 50cc, per fare spazio alle 8occ. E si riparte da Dörflinger, passato stavolta a Zündapp (fallita alla fine dell’anno) ma sempre davanti a tutti in classifica iridata. È sempre lui a dettare legge anche nel 1985, di nuovo nelle file di Krauser (che aveva rilevato il reparto corse della casa tedesca con cui aveva corso l’anno prima). Arriva così il quarto ed ultimo iride in carriera.

Eddie Lawson

Quattro titoli a referto anche per lo statunitense Eddie Lawson, tutti conquistati nell’allora 500cc. Il primo iride arriva nel 1984, suo secondo anno in classe regina ed anche il secondo con Yamaha, un trionfo avvenuto davanti a quattro piloti Honda. Sempre con la casa dei tre diapason si ripeterà altre due volte: parliamo delle stagioni 1986 (sette vittorie, altri tre podi ed un ritiro) e 1988 (sette vittorie ed altri cinque podi come risultati di rilievo). Nel 1989 ecco il cambiamento, lasciando la casa di Iwata per approdare in Honda. Quello che non cambia però è il piazzamento finale: Lawson infatti sbaraglia la concorrenza andando sempre a podio (tranne un 5° posto in Australia) ed assicurandosi l’ultima corona in carriera.

Max Biaggi

Rimaniamo a quota quattro iridi complessivi nel Motomondiale, visto che parliamo del Corsaro. Max Biaggi infatti entra di diritto in questa particolare lista per quanto ottenuto in 250cc. Iniziamo dal 1994, anno in cui il pilota romano mette a referto la sua prima corona mondiale davanti ad un quartetto Honda. È nelle file Aprilia, con cui si assicurerà altri due titoli mondiali di categoria nelle stagioni che seguono. Nel 1995 vince grazie a otto successi ed altri quattro podi in 13 gare, domina anche nel ’96 mettendosi alle spalle nuovamente quattro Honda. Ma l’anno dopo ecco il passaggio alla casa dell’ala dorata: la lotta è molto più serrata, solo all’ultima gara riesce ad avere ragione di Waldmann e Harada, vincendo il 4° titolo in carriera.

Pier Paolo Bianchi

Scendiamo a tre titoli in carriera, ma facciamo anche un salto indietro nel tempo. Parliamo di Pier Paolo Bianchi, che ha brillato negli anni ’70/’80 in 125cc. Il periodo che ci interessa inizia nel 1976: il vice-campione in carica, in azione con Morbidelli, mette in cassaforte la sua prima corona mondiale vincendo 7 gare sulle nove in programma in quella stagione. Si ripete anche l’anno successivo con sette successi in 12 GP, trionfando con margine sul compagno di marca Lazzarini. Passano poi un paio d’anni prima dell’ultimo iride, quando Bianchi è ormai nelle file di MBA (diventata già indipendente da Morbidelli). Curiosamente, della top 3 iridata è quello che ha vinto meno: due successi, contro i 3 di Bertin 2° ed i 4 di Nieto 3°.

Casey Stoner

Chiudiamo questa carrellata con un pilota dei giorni nostri, con due titoli mondiali a referto. Ci riferiamo a Casey Stoner, capace di lasciare il segno in particolare in MotoGP. Cominciamo dal suo stellare 2007: l’australiano è alla seconda annata in classe regina, ma la prima con Ducati. È l’anno che tutti i ducatisti (e non) ricordano: 10 trionfi ed altri quattro podi in 18 GP, ben 25 punti di vantaggio sul secondo classificato. Così è arrivata quella che finora è ancora l’unica corona piloti per la casa di Borgo Panigale in MotoGP, anzi proprio in classe regina se guardiamo anche la 500cc. Passano svariati anni prima che riesca a trionfare di nuovo, ma nel frattempo è in Honda: approda nel team factory nel 2011, in quella stessa stagione ecco il secondo iride in carriera. Il secondo classificato viene lasciato a ben 90 punti di distanza.

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