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MotoGP, la storia: Stagioni tricolori, gli anni mondiali di sole vittorie italiane

I piloti italiani hanno scritto una bella fetta di storia del Mondiale MotoGP. Lo sapete che ci sono anni contrassegnati da sole vittorie tricolori? Ecco date e nomi.

20 dicembre 2020 - 20:32

Nella storia del Mondiale MotoGP abbiamo una lunga lista di piloti italiani che hanno lasciato il segno, dalle categorie esistenti attualmente a quelle ormai scomparse. Ma lo sapete che ci sono state stagioni in cui abbiamo registrato esclusivamente vittorie tricolori? Ne abbiamo contate otto: il primo anno è il 1949, ovvero quand’è nato il Motomondiale, mentre l’ultima annata totalmente italiana è il 1992. Da stagioni con un unico dominatore a quattro piloti capaci di imporsi nell’intera stagione. Ecco tutti gli anni, le categorie ed i nomi dei nostri alfieri protagonisti.

1949: Pagani, Leoni in 125cc

Come accennato in precedenza, questo è il primo anno in cui parliamo di Motomondiale. Ci furono solo tre gare in programma per la categoria 125cc. Due di queste sono andate a Nello Pagani (al secolo Cirillo Pagani): precisamente il Gran Premio di Svizzera a Bremgarten, unica edizione per questa categoria, ed l’evento d’Olanda ad Assen. Questi due successi più il quinto posto più il Gran Premio delle Nazioni a Monza gli sono valsi il titolo mondiale 125cc. In quest’ultimo evento stagionale, svolto appunto in Italia, è stato un altro pilota tricolore a trionfare: parliamo di Gianni Leoni, che in questo evento conquisterà uno dei 3 successi nella sua brevissima carriera mondiale, come spiegheremo in seguito.

1950: Ruffo, Ubbiali, Leoni in 125cc

Riprendiamo lo stesso discorso l’anno successivo, rimanendo sempre nell’ottavo di litro. Stavolta sono tre i ragazzi in trionfo nelle tre gare nuovamente in programma per questa categoria. Il primo è Bruno Ruffo, che conquista la vittoria nel suo primo ed unico anno in 125cc, e nella prima gara disputata: l’evento è il Gran Premio d’Olanda, sulla mitica ‘Cattedrale delle due ruote’. Un risultato che, unito al 2° ed al 4° posto successivi, gli permette di assicurarsi la corona mondiale. A seguire c’è Carlo Ubbiali, che nel secondo anno mondiale metterà a referto la sua prima vittoria in occasione del GP dell’Ulster, svolto sul circuito di Clady.

Un evento particolare, con solo tre piloti: Ubbiali (1°), Ruffo (2°) e Leoni (ritirato). Questo perché tutte le categorie correvano contemporaneamente: è stata l’ultima gara con meno di sei concorrenti al via. Questo successo ed il 2° posto al GP delle Nazioni gli valgono il vice-campionato. Il terzo nome è il già citato Gianni Leoni, che all’Autodromo di Monza bissa il risultato dell’anno prima. Chissà se sarebbe riuscito a ripetersi anche nel 1951, non lo sapremo mai: nell’evento precedente a Clady perde la vita in un assurdo incidente durante le prove libere, scontrandosi col compagno di squadra Geminiani.

1956: Ubbiali, Ferri in 125cc

Due i piloti che si divideranno i successi nelle gare stagionali, diventate sei in questo campionato. Con netta prevalenza per Carlo Ubbiali, che se ne assicura ben 5 in quello che è l’anno del suo secondo titolo in carriera. Comincia la sua cavalcata trionfale al Tourist Trophy, per poi ripetersi al TT Circuit Assen ed a Spa-Francorchamps (dal 1990 non più nel calendario del Motomondiale). Trionfa anche nel GP dell’Ulster (sette piloti al via, cinque in classifica, ma solo due effettivamente al traguardo) e per finire nel GP delle Nazioni (podio tricolore con Provini e Sartori). L’unica non vittoria è in Germania, in cui chiude 2° dietro ad un connazionale. Si tratta di Romolo Ferri, che proprio in questa circostanza otterrà l’unico successo nei suoi anni mondiali. Anche in questa occasione è podio totalmente italiano, grazie ad Ubbiali e Provini.

1958: Ubbiali, Gandossi, Spaggiari in 125cc 

Saliamo a quota tre per quanto riguarda i piloti protagonisti nell’intera stagione, sempre in 125cc. Ritroviamo una delle leggende di questo sport, Carlo Ubbiali, che mette il suo sigillo in quattro dei sette eventi disputati. A cominciare dal Tourist Trophy, per poi ripetersi in Olanda, in Germania e del GP dell’Ulster (vittoria con cui si assicura la corona iridata). Per trovare un nome diverso da questo dobbiamo andare al terzo evento stagionale: si tratta di Alberto Gandossi, in trionfo a Spa-Francorchamps davanti ai connazionali Ferri e Provini (staccati di svariati secondi). Si ripeterà anche in occasione del GP di Svezia, ottenendo la seconda ed ultima vittoria della sua carriera. Il terzo nome dell’anno è Bruno Spaggiari, in trionfo nel GP delle Nazioni ed il primo di un podio tutto tricolore, completato da Gandossi e Villa. Si tratta questo del suo unico successo mondiale.

1968: Agostini, 350cc/500cc

In questo campionato c’è un solo nome che segna le categorie 350cc e 500cc. Parliamo nientemeno che del nostro campionissimo Giacomo Agostini, che non ha lasciato nemmeno le briciole ai rivali in questa stagione. Un dominio assoluto che ha rischiato di ripetere anche in un paio di annate successive, ‘cedendo’ però il primo gradino del podio in una o due occasioni. Ma rimaniamo nel 1968: sette gare 350cc e 10 eventi 500cc che portano esclusivamente il suo nome, una dimostrazione di grande superiorità su tutti. Germania Ovest (Nürburgring), Tourist Trophy, Olanda, Germania Est (Sachsenring), Cecoslovacchia, Ulster, Nazioni per la classe minore e classe regina. In 500cc aggiungiamo Spagna, Belgio e Finlandia. Arrivando addirittura a rifilare un giro al secondo classificato. Risultati che non hanno bisogno di particolari commenti supplementari.

1970: Agostini, Bergamonti in 350cc/500cc

Ecco, due anni dopo è ancora Giacomo Agostini a distinguersi in due categorie, questa volta però ‘cedendo’ una gara stagionale ad un connazionale. Ma andiamo con ordine. Sono 10 le gare programmate per la classe 350cc, con ‘Ago’ che mette il suo sigillo in Germania Ovest, Jugoslavia, Tourist Trophy, Olanda, Germania Est, Cecoslovacchia, Finlandia, Ulster e Nazioni. Una in più invece per la classe regina del Motomondiale, con 10 successi che portano la firma dell’alfiere MV Agusta. L’unico pilota che ‘impedisce’ un altro dominio totale di Agostini (assente nell’ultimo GP stagionale), pur mantenendo il tricolore sempre in alto è Angelo Bergamonti. Sulla pista spagnola di Montjuïc il nuovo acquisto MV Agusta si assicura quelle che saranno le sue uniche vittorie mondiali, trionfando nel medesimo evento sia in 350cc che in 500cc con tanto di nuovi record del circuito.

1987: Gresini, Casoli in 125cc 

Siamo alla fine degli anni ’80, con due piloti capaci di dividersi tutte le gare in programma in 125cc. Anzi, la maggior parte delle gare finiranno nel palmares di Fausto Gresini, in trionfo in 10 degli 11 GP stagionali, nell’anno in cui si assicurerà il secondo ed ultimo titolo mondiale. Un dominio assoluto per l’alfiere Garelli, che piazza la sua firma dal GP di Spagna a fine aprile fino all’evento di San Marino di fine agosto. Solo l’ultima gara stagionale della categoria vedrà in alto un nome differente, quello di Paolo Casoli. Siamo in Portogallo, a Jarama, ed è proprio in questa occasione che si assicura la sua prima ed unica vittoria a livello mondiale.

1992: Cadalora, Reggiani, Chili, Biaggi in 250cc 

Questo sarà l’ultimo anno a trazione interamente italiana, il più ‘affollato’ per quanto riguarda il numero di vincitori, ben quattro. Sono 13 gli eventi disputati in 250cc, 7 di questi che finiscono nelle mani di Luca Cadalora, nell’anno della sua terza ed ultima corona iridata. Inizia la stagione con una tripletta di successi in Giappone, Australia e Malesia, in seguito è doppietta nei GP d’Italia e d’Europa (Catalunya), per poi mettere i sigilli definitivi in Ungheria ed in Brasile (quartetto tricolore al traguardo con Biaggi, Reggiani e Romboni). A seguire in ordine di vittorie c’è Pierfrancesco Chili, che se ne assicura 3: si tratta degli eventi disputati al Hockenheimring (quattro italiani davanti), ad Assen (tris tricolore) ed a Donington Park (sempre dominio italiano). Due vittorie a referto poi per Loris Reggiani, in trionfo in Jugoslavia (unica Minarelli in una top ten altrimenti tutta MBA) ed in seguito a San Marino. L’ultima gara della stagione 1992 porta invece un nome diverso da tutti questi: si tratta di Max Biaggi, che nel GP del Sudafrica ottiene la sua prima vittoria mondiale davanti ai connazionali Reggiani e Chili.

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