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MotoGP, la storia: quell’unico Gran Premio del Brasile a Interlagos

Nella lunga storia del Mondiale MotoGP abbiamo avuto anche eventi unici. È il caso del GP del Brasile 1992 all'Autódromo José Carlos Pace: rivediamolo.

1 novembre 2021 - 19:09

Tanti circuiti per tanti eventi diversi nella lunga storia di quello che è attualmente il Mondiale MotoGP. Ma ci sono anche tracciati ormai spariti da tempo dal calendario delle due ruote, visti per pochissimi GP o per una sola volta. È il caso dell’Autódromo José Carlos Pace, conosciuto anche come Circuito di Interlagos, che negli anni ’90 ha ospitato quello che è rimasto un unico appuntamento del Campionato del Mondo. Già di per sé sono stati pochi i Gran Premi motociclistici del Brasile (qualcuno di più se contiamo la denominazione Rio Grand Prix), ma questo in particolare stato il solo su questo determinato tracciato. Un evento brasiliano che potrebbe tornare in calendario e su una pista ancora diversa, ma al momento non ce n’è traccia per il 2022… Rivediamo intanto questo GP.

Il circuito 

Inaugurato nel 1940, è certamente molto più conosciuto nell’ambiente della Formula 1 per i numerosi Gran Premi ospitati nel corso degli anni. Originariamente era lungo poco meno di 8 chilometri, da percorrere in senso antiorario, caratterizzato da lunghi rettilinei e curve velocissime, oltre al fatto di ‘ripiegarsi su se stesso’ nella parte più rapida della pista. Una prima configurazione della pista utilizzata fino al 1978.

Da registrare però nel 1977 un fatale incidente aereo a Mairiporã che costò la vita all’automobilista brasiliano José Carlos Pace. Giusto due anni prima aveva trionfato proprio in occasione dell’evento F1 disputato sul circuito di Interlagos. In seguito arriva quindi l’intitolazione di questo tracciato allo sfortunato pilota di casa.

Nel corso degli anni sono poi stati svolti svariati lavori di ammodernamento e di ristrutturazione. Se ne riduce sensibilmente la lunghezza anche per i ‘tagli’ di alcune parti o per sostituzioni di alcuni dei punti più veloci. Questa in basso è la configurazione utilizzata per le due ruote, della lunghezza di 4325 metri.

Un tracciato però che da tempo aveva destato particolari polemiche già nell’ambito delle quattro ruote, e per il motociclismo non è andata diversamente. Nello specifico, i piloti si sono lamentati più volte della superficie della pista, ovvero le tante buche e la sua conseguente pericolosità. Il Gran Premio però si svolse regolarmente, ma rimase appunto un caso unico ad Interlagos.

 

Il Gran Premio del Brasile 1992

A due anni dall’ultimo evento sull’Autódromo Ayrton Senna a Goiânia, ecco che il Motomondiale torna a fare visita al Brasile. Ma, come accennato, i rappresentanti delle categorie 125cc, 250cc e 500cc parlano addirittura di cancellare l’evento per la mancata sicurezza (e non solo in pista). Nonostante ciò, lo spettacolo va avanti ed il Gran Premio avrà luogo regolarmente, con anche varie soddisfazioni da parte dei nostri portacolori. Ma partiamo dalla top class, con un netto dominio a stelle e strisce che porta le firme di Wayne Rainey (vittoria e giro veloce), il poleman e 2° classificato John Kocinski, per finire con Doug Chandler. Una situazione che si verifica anche nella quarto di litro, ma stavolta i grandi protagonisti sono i ragazzi italiani: pole position di Max Biaggi, trionfo del già campione Luca Cadalora sul Corsaro e su Loris Reggiani, autore del best lap in gara. Anzi, è top 4 tutta tricolore grazie al 4° posto di Doriano Romboni. Per finire, in 125cc arriva il primo trionfo mondiale del tedesco Dirk Raudies su Jorge Martínez, nota italiana in terza piazza con il leader iridato Alessandro Gramigni (su Aprilia).

Foto di copertina: Jose Cordeiro/SPTuris

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