Valentino Rossi 1996

MotoGP, la grande carriera di Valentino Rossi

L'annuncio del ritiro di Valentino Rossi è stato un fulmine a ciel sereno nel paddock della MotoGP. Una carriera leggendaria che resterà negli annali.

1 settembre 2021 - 20:00

È stato come un fulmine a ciel sereno. Ma di quei fulmini che ogni tanto uno si aspetta, soprattutto perché prima o poi il tempo passa a tutti il conto. La notizia del ritiro di Valentino Rossi dal mondo delle moto ha sconvolto tutti tra tifosi, appassionati e piloti stessi. Parliamo, del resto, della fine di un’epoca, visto che il centauro nato a Urbino nel 1979 ha gareggiato per ben 25 anni a livelli altissimi. Talento puro fin dalla nascita, il Dottore, come lo chiamano tutti, ha deciso di smettere con le corse alla fine di questa stagione. Dopo aver sentito che, a 42 anni suonati, ormai il corpo non lo sosteneva più come un tempo.

Da vari anni fuori dai giochi per la vittoria del titolo di MotoGP, torneo nel quale attualmente il grande favorito è il francese Fabio Quartararo secondo le quote delle scommesse online, Rossi ha dato la notizia prima della fine della stagione per prepararsi psicologicamente e per preparare anche la sua enorme platea di tifosi. Da anni punto di riferimento del moto mondiale, il pilota cresciuto a Tavullia ha rivoluzionato il mondo delle corse a due ruote dando dimostrazione non solo di essere una guida straordinaria ma anche di riuscire a sviluppare molto bene le proprie moto.

Una carriera senza precedenti

La sua è stata una carriera strepitosa e iniziata quando fece il suo debutto ufficiale in Malesia nella categoria 125 in sella all’Aprilia RS 125 R, con la quale ottenne il 4 agosto del 1996 uno storico terzo posto al gran premio di Austria, punto di partenza di un percorso spettacolare. L’anno dopo, il 1997, il suo passaggio all’Aprilia Racing ufficiale diede inizio al mito. La sua moto griffata Nastro Azzurro passò alla storia come una delle più iconiche di sempre. E il suo talento fu immediatamente concretizzato in una stagione nella quale Rossi vinse in ben 11 gare su 15, portando così a casa il suo primo titolo mondiale di sempre e dando prova di essere davvero un predestinato.

A partire da quel momento la carriera dell’italiano sarebbe stata piena di successi, emozioni e svolte da vera rock star, come quella di passare dalla fortissima Honda a una mediocre Yamaha a fine 2003. Valentino Rossi, che con la Honda Repsol aveva trionfato tre volte di seguito tra mondiale 500 e MotoGP, decise di voler vivere una nuova sfida partendo praticamente da zero. Lasciare la Honda per la Yamaha fu la scelta di un pazzo ambizioso che voleva dimostrare di poter vincere anche senza l’appoggio del motore e del telaio più potente.

Anzi, con quella scelta il Dottore dimostrò di essere capace anche di sviluppare la propria moto con profitto, cosa che poi fu chiara in pista. I cinque titoli mondiali MotoGP in sella a una Yamaha che anch’essa diventerà iconica furono la prova finale del suo enorme talento per le moto. Un talento diventato storico e inimitabile, proprio di un campione che mancherà tantissimo.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Valentino Rossi a Misano

MotoGP, Valentino Rossi: “Gomme Michelin? Serve più coerenza”

enea bastianini motogp

MotoGP, Enea Bastianini: “Michele Pirro riferimento nelle prime libere”

motogp misano 2021

MotoGP Misano: dal ritorno di Morbidelli al “vero momento” di Márquez