MotoGP, Jorge Lorenzo e Fabio Quartararo

MotoGP, Jorge Lorenzo: “Sono più sensibile di Valentino Rossi”

Jorge Lorenzo crede di poter fare un ottimo lavoro come collaudatore MotoGP: "Sono persino più sensibile di Valentino Rossi".

19 febbraio 2020 - 17:07

Jorge Lorenzo ha mandato in subbuglio il paddock e i fan della MotoGP con la sua decisione di vestire i panni del collaudatore Yamaha. Una strategia tattica fortemente voluta da Valentino Rossi e subito assecondata dal costruttore nipponico. Nella sua prima uscita da tester a Sepang ha girato con la M1 2019, in attesa di provare il prototipo 2020 ad aprile a Motegi. Sarà la prima occasione per il pentacampione di lavorare a tempo pieno sulla base della YZR-M1 e per cominciare a rilasciare feedback più precisi. L’obiettivo è intraprendere un iter che possa portare ad una moto altamente competitiva per la stagione 2021.

Jorge Lorenzo ha sempre mostrato una certa attitudine allo sviluppo dei prototipi. La Yamaha lasciata alla fine del 2016, prima del passaggio in Ducati, era realizzata quasi interamente sulle sue direttive. A distanza di tre anni o poco più ha ritrovato una M1 abbastanza familiare da cui ricominciare. Sono giorni di vitale importanza quelli dei test, dove si decide il futuro equilibrio in pista. “I test sono molto importanti in questi giorni. È fondamentale andare nella giusta direzione“, ha spiegato il maiorchino a Motogp.com. “Se si commette un errore qui e si va nella direzione sbagliata con il motore o il telaio, non si ha più il tempo per tornare indietro“.

Nel primo week-end in Qatar dovrà essere omologata la carena aerodinamica e il motore verrà congelato (ad eccezione di Aprilia e KTM). Per gli ingegneri è un periodo di grande stress, di ricezione e manipolazione dati, di modifiche apportate anche nel corso di una notte. Il compito di Jorge Lorenzo è poter dare un feedback chiaro e preciso ai tecnici di Iwata. “Uno dei miei punti di forza come pilota era la mia sensibilità. Era così da bambino. Quando mio padre fece una piccola modifica, sentii immediatamente che c’era qualcosa che non andava“, ricorda il tre volte campione della MotoGP. “Ho una sensibilità che manca ad altri piloti. Ero persino più sensibile di Valentino Rossi, che è già un pilota molto sensibile. Yamaha può usarla ed evitare errori con la nuova moto“.

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