Jorge Lorenzo

MotoGP, Jorge Lorenzo: “Honda moto perfetta per Marquez”

Jorge Lorenzo confessa di attraversare uno dei momenti più difficili della sua carriera. "Né io né Honda abbiamo molta pazienza".

25 giugno 2019 - 22:46

In Catalunya Jorge Lorenzo ha adottato alcune soluzioni innovative a livello ergonomico. I risultati sono parsi evidenti dalla partenza, ma la caduta ha compromesso la prova del nove che viene rimandata al prossimo GP di Assen. Nella giornata successiva di test ha sperimentato ulteriori aggiornamenti per la sua Honda RC213V. Tanta carne sul fuoco, materiali che dovrà assemblare per distillare una moto che gli consenta di aspirare alle posizioni che gli competono. Anche se la natura dei problemi ha radici più profonde.

LORENZO: “UN MOMENTO DIFFICILE”

Il tempo non gioca a suo favore. Non centrare neppure una top-10 dopo sette gare pesa come un macigno sulla psiche personale e del team. Una situazione più o meno simile l’ha vissuta nel suo primo anno in Ducati, ma alla vigilia del GP di Assen 2017 poteva già vantare un podio, un 4° posto e tre top-10. “È una situazione difficile che non ho vissuto molte volte nella mia carriera sportiva, per fortuna. Ma ti fa conoscere te stesso – ha confessato Jorge Lorenzo ad Abc.es -, come pensa il tuo cervello, come è possibile modificare i tuoi pensieri. La situazione è difficile e di solito il cervello passa a pensieri negativi. Devo cambiarli verso il positivo e verso la ricerca di soluzioni, invece di chiudermi nei problemi“. Al suo fianco un giovane e promettente pilota, Tony Arbolino, con cui condivide allenamenti, giornate luganesi e un’amicizia sempre più stretta.

UNA MOTO PER MARQUEZ

Un momento di estrema difficoltà che gli impone di cambiare se stesso e stile di guida, di approfondire la meccanica e altri dettagli. Una corsa contro il tempo, perché la pazienza ha un limite: “Hanno scelto un cinque volte campione che ha difficoltà ad adattarsi alla moto. Il problema qui è il tempo – ha precisato Jorge Lorenzo -. Non so quanto tempo ci vorrà, ma capisco che una squadra vincente come la Repsol Honda non vuole un pilota che faccia decimo, undicesimo, tredicesimo. Lo capisco perfettamente. E nessuno ha molta pazienza, né il pilota né la squadra“. Inutile il confronto con Marc Marquez che guida questa moto da sette anni e l’ha sviluppata secondo le sue esigenze. “Si vede che la Honda è fatta per lui. Márquez è più piccolo, le sue gambe sono più piccole, ha una moto più compatta, devi guidare più aggressivo e gironzolare per le curve, come piace a lui. È una moto perfetta per le sue misure“.

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