MotoGP, Jorge Lorenzo

MotoGP, Jorge Lorenzo-Honda: le soluzioni che non hanno funzionato

Jorge Lorenzo nella stagione MotoGP 2019 ha provato molte soluzioni in sella alla Honda, ma senza risultati. Ecco alcune modifiche andate a vuoto.

17 gennaio 2020 - 18:07

Jorge Lorenzo e Honda è un matrimonio mai iniziato con il piede giusto. Sebbene nei primi test MotoGP del novembre 2018 il feeling sembrava avesse un largo potenziale di crescita, la RC213V è da subito apparsa una moto troppo difficile per il suo stile di guida. Tante le variazioni apportate nel corso del 2019, nessuna che abbia davvero permesso al pentacampione di sentirsi a proprio agio. Certo, gli infortuni hanno avuto il loro carico di responsabilità sull’addio alle corse. Ma dopo l’ufficializzazione del ritiro a Valencia, ha ammesso che a spingerlo verso quella scelta la consapevolezza che anche il prototipo 2020 non gli avrebbe consentito di migliorare.

Tante le modifiche apportate alla sua moto, quasi tutte a livello ergonomico. Ad inizio Mondiale ha adottato un sedile alquanto grande e in pelle, di colore marrone. Jorge Lorenzo è un pilota che in curva raggiunge grandi inclinazioni e richiede molto supporto dalla moto. Nelle prime gare della stagione MotoGP 2019 ha sperimentato varie sedute, fino a quando ha preferito usare un sedile più tradizionale come quello disegnato sulla moto di Marc Marquez. Il grande pad di schiuma sul retro è rimasto invariato, indispensabile per il supporto durante la frenata, ma anche come appoggio in curva. Il sedile, invece, è più ristretto e sottile. Un chiaro segno che lo stile di seduta impiegato sulla Ducati non funzionava anche per la Honda.

ERGONOMIA, AERODINAMICA E TELAIO PER JORGE

Per il resto della stagione MotoGP Jorge Lorenzo ha usato questo sedile in tipico stile Honda, ma senza nessun vantaggio rilevante. Dopo il Gran Premio d’Italia ha fatto un viaggio in Giappone. Il risultato più evidente sono state delle ali sul serbatoio stampate in 3D. L’ idea è che Jorge potesse mettere le gambe sotto queste ali per appoggiarsi e avere una posizione ergonomica più comoda, grazie a maggior supporto e fiducia. Una soluzione che è piaciuta al maiorchino e che ha continuato ad impiegare per il resto del Mondiale. Cambiamenti anche nelle manopole:  allo start in Argentina ha inavvertitamente attivato il pulsante del limitatore. La sua richiesta di montare la manopola più morbida non ha pagato, anzi: durante la corsa la manopola di sinistra si è sfilata.

L’aerodinamica ha svolto un altro ruolo importante a bordo della RC213V 2019. Nel test in Catalunya ha provato un aggiornamento delle ali che, rispetto all’inizio dell’anno sembravano più estese. Jorge Lorenzo ha corso con questo pacchetto per alcune gare prima di cambiare direzione e montare un Aero-pack più aggiornato per il resto del campionato. La casa giapponese ha messo a disposizione del pilota anche un aggiornamento di telaio, rivestito in carbonio, anche se con un po’ di ritardo rispetto alle prime sperimentazioni di Marc Marquez. Il nuovo telaio è subito piaciuto e l’ha impiegato nelle gare restanti, ma i risultati non sono ugualmente arrivati. Per migliorare il feeling con questa MotoGP serviva una radicale ristrutturazione che il campione di Cervera non avrebbe mai accettato.

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