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MotoGP: Joan Mir, la questione sicurezza e la prova holeshot in Stiria

Joan Mir 2° nel venerdì in Stiria. Soddisfatto, ma con un appunto: "Migliorare in accelerazione." Commenta poi anche la sicurezza della pista e l'arrivo del holeshot.

6 agosto 2021 - 18:24

Un conto aperto col Red Bull Ring? Può darsi, ma sta di fatto che Joan Mir ha iniziato al meglio l’appuntamento in Stiria. Secondo miglior crono combinato, buoni tempi sia su pista asciutta che in condizioni di bagnato. Il campione MotoGP in carica vuole realizzare una seconda parte di stagione nettamente migliore, a partire appunto da questa prima tappa di ritorno dalla lunga pausa estiva. Con la novità holeshot device, un primo prototipo però ancora tutto da provare. E non manca da parte sua un commento su questa pista, per lui pericolosa in alcuni tratti.

“La cosa più importante è che abbiamo cominciato con una buona base. Questo semplifica tutto.” L’alfiere Suzuki commenta positivamente la prima giornata sul circuito austriaco. Sottolineando che “Mi sento bene in frenata ed in curva, dobbiamo invece migliorare in accelerazione perché avverto un certo svantaggio. È un aspetto importante su questa pista.” Nel complesso però si sente competitivo. “In teoria è una pista in cui dovremmo soffrire, non so dire di preciso perché invece andiamo bene.” Un conto da saldare quindi su questo tracciato? “Certo vorrei fare bene visto quello che è successo l’anno scorso con la bandiera rossa…”

Ricordando anche che “A partire da questa gara abbiamo cominciato a funzionare. Non so dire perché, ma le gomme, la moto… Tutto il pacchetto andava bene.” Un fatto che spera di ripetere anche in questo 2021… Commenta poi anche la questione sicurezza in pista, soprattutto con la pioggia. “La prima curva è pericolosa, ancora di più la curva 3. Se cadi da solo forse non è un problema, ma se sei in gruppo… Non credo sia abbastanza sicura al momento in condizioni di bagnato.” Come detto, arriva poi il noto holeshot device. “Se tutti lo usano vuol dire che funziona, no?” ha dichiarato con un sorriso.

Ammettendo però che “È il primo prototipo, difficile sia subito quello giusto. Dobbiamo provarlo per capire come funziona. Non sarà una rivoluzione, ma certo un passo avanti.” Anche se “Su questa pista mi sento competitivo anche senza. Ma abbiamo comunque un margine di miglioramento.” Quello che spera di trovare provando da domani il nuovo dispositivo. “In questa seconda parte di stagione dovremmo trovare circuiti a noi più favorevoli” ha poi rimarcato. C’è un titolo da difendere e mancano ancora parecchie gare da disputare: l’iridato MotoGP 2020 ci crede.

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Foto: motogp.com

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