MotoGP, Joan Mir

MotoGP, Joan Mir: “Che rabbia per l’episodio di Pol Espargarò!”

Joan Mir arriva a Misano dopo la beffa del 4° posto in Stiria. Il pilota Suzuki crede nella corsa al titolo MotoGP: "Penso che si possa fare".

10 settembre 2020 - 9:46

Joan Mir ha sete di rivincita dopo il doppio round MotoGP austriaco. Un podio e un quarto posto dal sapore beffardo, arrivato dopo aver comandato fino alla bandiera rossa. Senza contare la mancata penalizzazione a Pol Espargarò per aver transitato sul ‘green’ che gli ha negato il secondo podio consecutivo. Breve vacanza a Formentera, adesso arriva a Misano con una grande sete di rivincita, per rincorrere il suo primo successo in classe regina.

Resta l’amaro in bocca per quella decisione della Race Direction in Stiria e un regolamento troppo soggetto a interpretazioni variabili. “Non sono uno a cui piace rivedere le gare, se non per imparare dopo un errore. Questa volta l’ho riguardata e il risultato è sempre lo stesso: mi sono incazzato ancora“, racconta a ‘La Gazzetta dello Sport’. “Avevo una chiara opportunità di vittoria, ma sono ugualmente contento. Perché con Suzuki abbiamo dimostrato di poter stare davanti. Mi sono arrabbiato per entrambi gli episodi, ma quello di Pol Espargarò mi fa più rabbia. Non penalizzarlo è sbagliato, anche lui, che è uno furbo, sapeva che sarebbe stata la decisione corretta“.

Critiche al Panel e sogno mondiale

Il paddock della MotoGP è ultimamente molto critico nei riguardi della Direzione Gara. Joan Mir non è da meno. “In tutto il week-end (GP Stiria, ndr) non si sono comportati bene con me. Prima non hanno penalizzato Dovizioso che mi ha ostacolato in qualifica. Serve eguaglianza di trattamento. Non so se gli steward debbano essere cambiati, ma bisogna parlarne in modo serio. Se si trova una soluzione con loro… bene. Altrimenti non vanno bene per questo lavoro“.

Joan Mir quest’anno sta mettendo in difficoltà anche il suo compagno di box Alex Rins, più quotato alla vigilia di campionato (44 a 26 punti). La Suzuki si sta rivelando una moto molto equilibrata, capace di recitare un ruolo da protagonista anche su tracciati solitamente sfavorevoli ai motori quattro in linea (come Brno e Austria). “Non so se ho la moto  migliore, ma la base è da sempre molto buona. Non abbiamo ancora vinto, è vero, ma è solo questione di tempo“. E crede nel titolo MotoGP: “Bisogna partire davanti e lottare sempre per il podio. Io penso che si possa fare“.

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