MotoGP, Joan Mir

MotoGP, Joan Mir avverte Suzuki: “L’anno prossimo bisogna cambiare”

Il campione MotoGP Joan Mir conquista il podio al MotorLand di Aragon. Ma il risultato non soddisfa e chiede una immediata sterzata tecnica agli ingegneri della Suzuki.

13 settembre 2021 - 7:58

Quinto podio stagionale per il campione in carica della MotoGP Joan Mir, ma ancora nessuna vittoria. Il circuito di Aragon sulla carta era perfetto per le caratteristiche della Suzuki GSX-RR e in questo Mondiale la musica è diversa rispetto all’anno scorso. Difendere il titolo non è più possibile, salvo sorprese sensazionali. E l’attenzione è già rivolta alla prossima stagione, sia al prototipo 2022 che al mercato piloti. Joan chiede garanzie e rassicurazioni, altrimenti potrebbe guardarsi intorno alla ricerca di nuovi stimoli. La moto non ha fatto grandi progressi, anzi. Mentre gli altri costruttori hanno apportato sensibili aggiornamenti, la Casa di Hamamatsu è rimasta quasi inerme.

Il dispositivo holeshot non è ancora pronto all’uso, il motore non ha guadagnato nulla in termini di potenza. Nelle qualifiche la Suzuki resta una moto “allergica” alle prime file e sul podio Joan Mir non riesce mai a salire sul gradino più alto. “Quest’anno il nostro sviluppo non è stato come quello dei nostri avversari. Questo non deve accadere l’anno prossimo. Nell’ultimo periodo abbiamo lavorato tanto, ma forse dovremmo farlo prima per essere alla pari con gli altri costruttori“. Non è per nulla soddisfatto il campione MotoGP, tanto che il terzo posto al MotorLand non lo entusiasma affatto.

A Misano con il nuovo holeshot

Nei primi giri è rimasto bloccato alle spalle di Jack Miller e Aleix Espargarò. “La partenza è stata complicata, perché ho perso tempo e quindi mi è stato impossibile colmare il gap con Marc e Pecco“. In gara sono emersi altri problemi, sia in frenata che in accelerazione. “Sono consapevole che il podio è alla nostra portata, ma senza accelerazione non possiamo lottare per la vittoria. Penso sia ovvio, visto che stiamo lottando sul rettilineo e con la Suzuki non possiamo sorpassare. Mi do il 100%, ma serve un passo avanti, anche se non è facile“.

Esemplare quanto avvenuto con l’abbassatore. In Suzuki è arrivato con estremo ritardo, una volta in pista si è scoperto che bisognava perfezionarlo. “Oltre a questo aspetto, dobbiamo fare qualcosa con l’holeshot, in modo che in gara partiamo alla pari con gli altri. Se risolvessimo questi due problemi sarebbe già un ottimo punto di partenza“. Joan Mir spera in una sterzata tecnica già dal prossimo appuntamento MotoGP a San Marino. “Spero di avere delle parti nuove per la gara in modo da poter essere più competitivo. Abbiamo bisogno di materiale migliore. Spero che questo terzo posto di oggi segni l’inizio di un buon finale di stagione… Suzuki sta lavorando sull’holeshot, ne abbiamo bisogno“.

A Roma: benessere e piacere

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