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MotoGP, Jack Miller: “In passato ero troppo sicuro di me stesso”

Jack Miller chiude il venerdì a Le Mans in top ten. "Non semplice mette assieme un giro con freddo e vento." Non gli dispiace il doppio round in Austria, con qualche appunto.

15 maggio 2021 - 7:30

La prima giornata a Le Mans non è stata così semplice, ma grazie al 7° posto nelle FP2 c’è il piazzamento provvisorio in Q2. Jack Miller evidenzia soprattutto quest’aspetto positivo, nonostante il clima che non gli ha facilitato il compito, soprattutto in materia di gomme, più una caduta nel pomeriggio. Ma c’è stato comunque il tempo per concentrarsi anche sul ritmo in vista dei prossimi due giorni sul tracciato francese, cercando di adattarsi al meglio ad ogni condizione. Non manca poi un commento sulla reintrodotta tappa in Stiria, più una riflessione personale sul suo percorso di crescita.

“Non è semplice capire a che punto sei, che tempo devi fare, o il giusto feeling col tracciato. Ogni giro è diverso, così come ogni sessione.” Il pilota australiano di Ducati commenta così alcune difficoltà incontrate nel venerdì di libere. E spiega l’azzardo delle slick nelle FP1. “Sembrava la migliore occasione del weekend per piazzare un buon tempo e garantirsi così un posto in Q2.” Nel pomeriggio le cose sono cambiate. “Il tempo è migliorato, ma ho dovuto rifare tutto. In ogni caso sono riuscito a lavorare sul ritmo un po’ di più, nonostante il freddo ed il vento, era difficile mandare le gomme in temperatura.”

A referto anche una caduta, per lui senza conseguenze. “Avevo appena cambiato qualcosa sulla moto per avere maggior velocità di scorrimento nelle curve 6 e 7. Il set up però non era del tutto a posto e ho chiesto troppo.” Ma guarda i lati positivi. “Sono riuscito a ripartire ed a piazzarmi in top ten, è importante visto che le qualifiche saranno in condizioni difficili. Oltre al dramma che avremo negli ultimi minuti.” Sottolinea anche che “Per me è stato difficile mettere un giro assieme soprattutto per il vento, ma alla fine sono riuscito a trovare qualcosa nell’ultimo run.”

Come detto, ci sarà di nuovo un doppio round a Spielberg. “Non mi dispiace tornarci, ma non so di preciso che lavori hanno fatto al tracciato.” Ma ammette che secondo lui “È comunque una pista un po’ pericolosa. Avrei preferito una chicane tra le prime due curve, per abbassare un po’ la velocità.” E ricorda anche i due impressionanti incidenti visti nelle edizioni 2020. “Quello di Viñales coi freni e quello più grosso, il volo con Franky e Johann. Certo non li rivedremo, ma comunque non sarebbe male se facessero qualcosa per diminuire la velocità.”

Si parla infine anche del suo percorso di crescita. “Lavoro tanto su me stesso. Le persone con cui parli poi aiutano a guadagnare forza mentale.” E sottolinea che “Non mi serve uno psicologo sportivo: ci sono stato, ma non era quello di cui avevo bisogno. Da dire che in passato poi ero troppo sicuro di me stesso. Ho perso un po’ di questo aspetto per riuscire così a maturare e diventare un pilota completo. Ma la cosa più bella che mi ricordo sempre a fine giornata è che sono un ragazzo che ama correre in moto e che sono abbastanza fortunato da averlo trasformato nel mio lavoro. Non devo dare nulla per scontato e devo godermelo.”

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Foto: motogp.com

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