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MotoGP: Jack Miller, il valore della prima vittoria da sogno con Ducati

Una giornata memorabile per Jack Miller. Una vittoria emozionante, uno 'sblocco' dopo tre gare complicate. "Avevo tanti dubbi su di me. Grazie Ducati!"

2 maggio 2021 - 17:09

Prime tre gare decisamente al di sotto delle sue stesse aspettative, ma ora tutto questo è alle spalle. S’è decisamente visto un Jack Miller più felice che mai al parco chiuso, corso a scavalcare le ringhiere per volare ad abbracciare gli uomini Ducati. Non è stato da meno Pecco Bagnaia, subito arrivato a complimentarsi col compagno di box. La grande commozione e quell’inno quasi urlato sul podio la dicono lunga su quanto significhi questa prima vittoria in rosso per il pilota australiano. Che è diventato anche l’erede di Capirossi a Jerez, visto che fino ad oggi l’italiano era stato l’unico in grado di trionfare sul tracciato andaluso con la moto di Borgo Panigale.

“Lo so che all’apparenza sembro uno molto sicuro di sé, almeno credo. Ma in queste ultime settimane ho fatto parecchia fatica a fidarmi, avevo anche tanti dubbi su di me.” Un davvero commosso Jack Miller commenta con sincerità questo inizio di stagione non troppo semplice. Ma ora si è quasi tolto un peso, e nel migliore dei modi. “Oggi, soprattutto quando ho visto Fabio che iniziava ad avere qualche problema, io ero al posto giusto e ho cercato di avvicinarmi sempre di più. Mi sono detto “Devi superarlo adesso, sta perdendo terreno!”, mancavano ancora tanti giri ma mi sono detto che dovevo stare davanti.”

È un fiume in piena, è una sorta di rivalsa a livello personale dopo i tanti dubbi. Ma anche un ringraziamento al suo team ed alla casa di Borgo Panigale per la ‘spinta’. “Non ringrazierò mai abbastanza Ducati per l’occasione che mi ha dato di essere qui” ha continuato a Sky Sport MotoGP. “Vincere portando questi colori è un sogno che si avvera, che avevo da tutta la vita. Da Gigi a Paolo a Davide fino a Claudio, grazie! Grazie di aver creduto in me, significa davvero tantissimo.” Alcuni lo definiscono un duro dal cuore tenero, ma è così? “Quella del cattivo ragazzo è solo una maschera” ha sottolineato col sorriso. “Lo sanno tutti che sono sensibile, che mi metto anche a piangere in televisione. Per me è sempre una montagna russa…”

L’avercela fatta poi a Jerez è una bella soddisfazione soprattutto per le difficoltà in passato. “È stato sempre un tracciato che mi dava tanti problemi alle braccia, in particolare nelle curve a destra” ha sottolineato. Ma per i problemi di sindrome compartimentale era stato operato recentemente. Più volte aveva dichiarato che questa pista sarebbe stata il vero banco di prova, ed è più che superata. “Per questo devo anche ringraziare il dottor Mir e tutti quelli che si sono presi cura di me. Non ho avuto nessuno problema, ho frenato come un animale fino in fondo!”

Foto: Ducati Corse

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