MotoGP, Joan Mir

MotoGP, il manager di Joan Mir: “Lo offrivo in giro ma nessuno lo voleva”

Joan Mir è il nuovo campione del mondo di MotoGP. Il suo manager Paco Sanchez ricorda la sua ascesa dal CEV alla classe regina. In attesa di Marc Marquez...

17 novembre 2020 - 10:05

Joan Mir da diversi giorni è sulla bocca di tutti nel paddock della MotoGP. Se fino alla vigilia di questa stagione era considerato il vice di Alex Rins, adesso è il neo campione del mondo. Scoperto da Chicho Lorenzo, quando il piccolo maiorchino intraprendeva i primi passi con le minimoto, dopo due anni sembrava intenzionato solo a divertirsi.

A riassumere la sua ascesa nell’olimpo dei big è il manager Paco Sanchez. “Era il 2012 quando un amico mi telefonò: “C’è un ragazzino qui a Palma che va fortissimo, ma non ha soldi per il CEV, riesci ad aiutarmi per la Rookies Cup?”. In un’intervista a Paolo Ianieri de ‘La Gazzetta dello Sport’ il manager spagnolo prosegue con la favola… “Chiamai Alberto Puig, che lo prese al volo. Poi nel febbraio 2015 lo stesso amico mi richiamò, Joan aveva firmato con la Leopard un contratto per il CEV e poi la Moto3. Ma all’improvviso i soldi non c’erano più. Mandai una diffida alla Leopard chiedendo di rescindere il contratto e la penale, e nel frattempo lo offrivo in giro, parlavo con tutti, ma nessuno lo voleva“.

L’approdo nel Mondiale

Nel 2012 trova un accordo per il CEV con il team Leopard, con una moto “homemade” e zero budget. Chiuse il campionato al 4° posto, alle spalle di Bulega, Arenas e Canet, con Dalla Porta 5°. “Tutti con moto ufficiali e sponsor importanti. Guardiamo dove sono oggi loro, e dove è Joan“, aggiunge un soddisfatto Paco Sanchez. Nel 2016 debutta nel Motomondiale, suoi compagni di box sono Fabio Quartararo ed Andrea Locatelli. Mir ottiene subito una vittoria e due podi. L’anno successivo è già campione del mondo di Moto3 e passa nella classe di mezzo. Una sola stagione di transito, fino a quando non incontra Davide Brivio a Jerez. Si convince a recidere ogni legame con la Honda e ad abbracciare il progetto Suzuki. “Sento che potrò essere campione con loro. Con Honda sarebbe un obbligo, con la Suzuki diventerei una leggenda“.

In cinque anni ha vinto già due titoli iridati. Adesso non resta che attendere il ritorno del numero 1 della MotoGP, Marc Marquez, per sapere se Joan Mir ha davvero la stoffa del fuoriclasse. “Marquez ha vinto il primo titolo MotoGP al 6° anno, e dopo altri 3 nel CEV – conclude Paco Sanchez -. E sempre con il team migliore. Guardatevi la storia di Joan. Che crede fermamente di potere battere Marc“.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Andrea Dovizioso

MotoGP, Andrea Dovizioso: “C’è chi va in pensione e chi è troppo vecchio”

MotoGP, la storia: Jarama, sede del GP di Spagna e non solo

Tatsuki Suzuki Moto3

ESCLUSIVA Tatsuki Suzuki: “Superpole in Moto3? Solo se…” (Parte 1)