MotoGP, i ritmi ad Aragón: le Yamaha e Joan Mir favoriti per la vittoria

Chiuse prove libere e qualifiche ad Aragón, ci attendono le gare. Ma chi può emergere? Yamaha e Mir sembrano un passo avanti: l'analisi dei ritmi.

17 ottobre 2020 - 21:45

Anche ad Aragón abbiamo assistito ad un’emozionante lotta per la pole position in MotoGP. Fabio Quartararo ha dimostrato di voler fare sul serio. Durante le FP3 infatti si è reso protagonista di una brutta caduta, con controlli al Centro Medico per il timore di una lesione. Fortunatamente nulla di grave, solo una forte botta, ma questo non l’ha rallentato. È salito sulla sua Yamaha M1 e ha chiuso con il miglior crono della Q2, che vale la prima casella in griglia.

I numeri ci raccontano che le Yamaha sono davvero competitive, in particolare Maverick Viñales. Il #12 vuole tornare a vincere dopo gli ultimi risultati sottotono: per lui un ritmo solido tra 1:48 alto e 1:49 basso. Dietro di lui c’è il poleman Fabio Quartararo, che nonostante gli incidenti si mantiene su un 1:49 basso, ritmo mantenuto per 19 giri.

Il compagno di box Franco Morbidelli (in viaggio sullo stesso aereo di Rossi, poi positivo al coronavirus), mostra un solido ritmo tra 1:48 alto e 1:49 basso, pur con qualche giro in 1:49 alto. Il secondo in classifica iridata, Joan Mir, stavolta sta realizzando un buon fine settimana, con in particolare un’ottima Q2 che gli è valsa la seconda fila.

Il pilota maiorchino ha il giusto ritmo per lottare per la vittoria, risultato che ancora non ha ottenuto in questa stagione 2020. Il suo ritmo è simile a quello di Quartararo e ci si aspetta una bella vittoria tra loro, assieme a Viñales, dal sapore mondiale. I tre sono racchiusi in 19 punti, con Dovizioso in mezzo. Ma l’italiano sembra perso in questo weekend.

Stavolta non ci si aspetta nessuna grande rimonta dal fondo. Pol Espargaró ha mostrato anche lui un buon ritmo, ma un incidente in Q2 con suo fratello Aleix l’ha lasciato senza possibilità di migliorare. Molta uguaglianza tra piloti come Nakagami, Rins, Alex Márquez, Binder o Dovizioso. Ci si attendono lotte serrate anche oltre la zona podio, che appare esclusiva di Yamaha e Mir.

Nonostante la dura cadute nelle FP3 e parte della sessione saltata, Fabio Quartararo sembra avere un buon feeling con la sua Yamaha. Ha stampato fino a 37 giri con ritmo gara, molto meglio di tutti gli altri. Ma anche le altre Yamaha non sono da meno: 31 giri a referto per Morbidelli, 28 per Viñales. Le Suzuki sono appena dietro, con Mir e Rins rispettivamente a quota 28 e 26. Stessa configurazione per entrambe le moto, la regolarità è il loro forte.

Riguardo al ritmo gara, quanti giri sono stati completati sotto il tempo di 1:49.500? Chi emerge è Maverick Viñales con un 86,21%. Dietro di loro ci sono i primi in classifica iridata, Joan Mir con un 75% e Fabio Quartararo con un 72,97%. Franco Morbidelli è un po’ più indietro, ma chiude comunque la top 4 dei favoriti in gara.

L’ipotetica classifica per il Gran Premio appare abbastanza chiara: avremmo un podio con Viñales, Quartararo e Mir, con anche Morbidelli in lotta per il podio. Ci sono però due fattori chiave non visti nelle libere: il lungo rettilineo e la partenza. I primi metri possono essere determinanti: ricordiamo che Crutchlow (Honda) è in prima fila e Miller (Ducati) è spesso molto incisivo al via.

Il contrario di quello che di solito capita a Viñales. Il pilota Monster Yamaha vivrà un momento chiave allo spegnimento del semaforo: una brutta partenza può condizionare fortemente le sue opzioni di vittoria. C’è poi il rettilineo molto lungo della pista di Alcañiz, in cui le MotoGP raggiungono velocità di punta ben superiori ai 300 km/h. Qui le Ducati o le Honda potrebbero avere la meglio sulle Yamaha, impedendo che traggano il meglio dal loro telaio nel passo in curva.

L’incognita riguarda un possibile punto debole di Suzuki in questo punto. La moto di Joan Mir si sta dimostrando molto equilibrata, con i problemi minori ed un finale di gara molto forte. Quella di questa domenica non sarà una tappa qualunque: potrebbe infatti rivelarsi fondamentale in ottica campionato. Ancora di più la settimana prossima, quando si correrà nuovamente al MotorLand Aragón.

L’articolo originale su motosan.es

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