MotoGP, Giacomo Agostini

MotoGP, Giacomo Agostini: “Marc Marquez egoista come me”

Giacomo Agostini si paragona a due campioni della MotoGP odierna: Jorge Lorenzo per lo stile di guida preciso, Marc Marquez per l'egoismo nel vincere.

12 aprile 2020 - 12:03

Giacomo Agostini vive blindato nella sua Bergamo, uno dei focolai più allarmanti dell’epidemia di Coronavirus in Italia e nel mondo. Il 15 volte campione del mondo, in una video chat su Instagram, contribuisce a tenere vivo il campionato di MotoGP. Difficile immaginare un inizio per la stagione 2020, ma qualora ci fossero dei minimi spiragli Dorna e team stanno pianificando tutto nei minimi particolari. Ma il pluricampione sembra contrario a due GP sul medesimo tracciato: “Il primo sarebbe il GP di quel Paese. E il secondo?“.

AGO COME MARQUEZ

Ago non nasconde di sentirsi un po’ in prigione, in un territorio che da settimane vive sotto assedio del virus. “Nessuno poteva immaginare qualcosa di simile in un’era tecnologica come quella di oggi. Ho trascorso una vita a 2090 km/h, ma era impossibile sapere da dove arrivasse questa malattia“. Ma non perde il suo grande entusiasmo quando si tratta di parlare di MotoGP. Quando gli viene chiesto di identificarsi con due piloti attuali non esita a fare i nomi di Jorge Lorenzo e Marc Márquez. “Mi assomigliano entrambi, ma per ragioni diverse. Lorenzo, quando correva, era preciso ed elegante. Ma come personaggio, assomiglio un po’ a Márquez, per l’egoismo e il desiderio di vincere, tra le altre cose. Marc ha una grande relazione con la sua famiglia e mi ha raccontato cose che ho fatto anch’io“.

LE SFIDE STORICHE

Giacomo Agostini ricorda in particolare la sua rivalità con Phil Read, che recentemente ha vinto la sua battaglia contro il Coronavirus. Una sfida che ricorda per certi versi quella tra Valentino Rossi e Marc Marquez. La differenza è scandita dalla maggiore amplificazione dei media odierni, dalla maggior cassa di risonanza della MotoGP attuale. “I sentimenti che fluiscono sono molto simili. Ora sembra più difficile perché c’è molta comunicazione. Prima era più nascosto. Le amicizie tra grandi piloti non sono mai esistite e sarà sempre così tra coloro che aspirano allo stesso titolo. Sono stato molto vicino ad Angel Nieto perché non ci siamo mai incontrati nella stessa gara“.

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