MotoGP, Enea Bastianini

MotoGP, Enea Bastianini: un mix fra Andrea Dovizioso e Max Biaggi

Carlo Pernat, manager di Enea Bastianini, paragona il suo pupillo ad Andrea Dovizioso, come stile di guida, e a Max Biaggi, per la sua cattiveria agonistica.

17 marzo 2021 - 13:54

Tra i tifosi italiani della MotoGP il nome di Enea Bastianini serpeggia rumorosamente. Il campione Moto2 si ritrova a vivere il box Esponsorama diviso a metà, soprattutto per quanto concerne gli sponsor, con Luca Marini. Una sfida nella sfida, perché in gioco c’è anche il futuro di carriera per la stagione 2022. Con l’ingresso della VR46 in classe regina il fratello di Valentino Rossi avrà un posto semi-garantito. Invece la ‘Bestia’ di origine romagnola dovrà farsi spazio in tempi veloci.

Enea… buona la prima!

Nei test IRTA a Losail ha dimostrato un’incredibile capacità di adattamento alla Desmosedici GP19. Da rookie non poteva aspettarsi di meglio: 15° crono assoluto, davanti non solo a Luca Marini ma a piloti più esperti come Petrucci, Alex Marquez, Oliveira fra i tanti. “Cinque giorni positivi, ho trovato il modo giusto di guidarle e andare veloce, mantenere un buon ritmo nei primi giri. Non siamo riusciti a fare un vero time attack, ma abbiamo fatto un buon lavoro con il team. Spero di fare una buona gara in Qatar. La cosa che mi ha impressionato di più in positivo è la potenza della Ducati rispetto ad altre moto oltre che rispetto alla Moto2“.

Difficile trovare aspetti negativi ad un prototipo MotoGP che ha consentito di raccogliere buoni risultati nelle passate stagioni. “Una moto molto aggressiva, devi quindi cercare il modo giusto per guidarla – ha ammesso Enea Bastianini -. Essendo un rookie devo imparare molte cose, c’è ampio margine di miglioramento, devo togliermi dalla testa certe abitudini della Moto2. All’anteriore preferisco la soft, al posteriore mi trovo bene sia con la media che con la morbida“.

L’analisi di Pernat

Al suo fianco un manager di esperienza del calibro di Carlo Pernat. “Per quanto riguarda lo stile di guida e il modo di essere, molto semplice, lo paragonerei ad Andrea Dovizioso. Senza tanti fronzoli, buon lavoratore… Con una punta che si avvicina a Max Biaggi per la cattiveria sportiva. L’anno scorso ha fatto dei Gran Premi partendo davanti e nessuno l’ha preso. Era un po’ la caratteristica di Biaggi. Però è abbastanza Dovizioso – ha concluso il manager genovese – per il modo di guidare questo tipo di moto“.

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