Circuito di Portimao

MotoGP, emergenza Coronavirus: dubbi sul GP di Portimao

La MotoGP chiuderà la stagione 2020 a Portimao in data 22 novembre, ma il governo portoghese in allerta per l'emergenza Coronavirus.

31 ottobre 2020 - 22:12

Nei giorni scorsi Carmelo Ezpeleta ha assicurato che il campionato MotoGP sarebbe giunto a conclusione come stabilito dal calendario, nonostante l’acuirsi dell’emergenza Coronavirus. Doppio evento a Valencia l’8 e il 15 novembre e round finale a Portimao il 22 novembre. Ma da Portogallo non arrivano notizie rassicuranti e del resto sono le autorità locali a stabilire se annullare o meno gli eventi sportivi.

In Spagna si correrà regolarmente, con i piloti che non potranno tornare a casa per garantire l’esito finale del Mondiale. A Portimao di recente si è tenuto il GP di Formula 1, alla presenza di 27.500 persone. Ma non sono mancate le polemiche a livello nazionale, in quanto vige il divieto di assembramenti formati da più di 5 persone. Il Governo ha dato via libera, sicuro che Liberty Media e gli organizzatori avrebbero rispettato il protocollo di sicurezza.

Dubbi per il GP di Portimao

Alla luce dei 14 positivi segnalati dopo la gara, adesso il governo portoghese dovrà decidere il da farsi per l’evento MotoGP. Probabile che gli spalti vengano chiusi al pubblico, dove fino ad un mese fa si prevedevano 50mila spettatori (ridotti alla metà per il Cirucs). Oggi si sono contati oltre 4mila nuovi contagi in Portogallo, per un totale di circa 142mila persone infette. 39 i morti nelle ultime 24 ore, per un numero complessivo di 2.507

Diogo Serra Lopes, Segretario di Stato per la Salute portoghese, ha espresso in dichiarazioni raccolte dalla stampa portoghese, che “l’evoluzione della pandemia significa che tutte le misure e gli eventi vengono valutati in modo costante. E che le migliori decisioni vengono prese in base a come si evolve la pandemia e cosa sta succedendo in questi giorni“. I dati dell’emergenza non sembrano far emergere buone notizie. Il GP di Valencia, quindi, potrebbe essere decisivo per l’assegnazione del titolo MotoGP 2020. Con l’avanzata della seconda ondata tutto è possibile a livello internazionale.

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