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MotoGP e rischio Covid-19: come cambia la vita nel paddock

Come sarà la stagione MotoGP 2020 con il rischio di contagio di Covid-19? Ogni team lavorerà come una famiglia, nel paddock vita sociale quasi azzerata.

12 maggio 2020 - 16:33

La stagione MotoGP 2020 sarà molto diversa dal solito e non solo per l’assenza di pubblico sugli spalti. Molte abitudini saranno riviste per cercare di scongiurare il rischio di contagio da Covid-19. La necessità di dover rispettare il distanziamento spinge a rivedere le regole all’interno del paddock. Cambieranno alcuni rituali prima e dopo la gara, si eviteranno assembramenti in griglia e nel parco chiuso, si manterranno due metri di distanza tra i piloti sul podio. E che dire dello spumante? Forse agli atleti sarà permesso di spruzzarsi a vicenda, purché rimangano confinati sul proprio gradino.

Proviamo ad immaginare come potrebbe essere la MotoGP ai tempi del Coronavirus. All’interno del box sarà difficile mantenere il distanziamento sociale tra i meccanici. Pertanto, ogni team è da considerarsi come una “famiglia in blocco” e non potrà mescolarsi con il resto del paddock. “Dorna sta definendo un protocollo medico con tutte le istruzioni. Quello che sento è che il team deve diventare una specie di famiglia. Come ora, dove siamo tutti chiusi a casa e hai contatti solo con la tua famiglia“, ha spiegato Davide Brivio a Crash.net. All’interno della squadra sarà difficile mantenere il distanziamento fra tutti i componenti. “Ecco perché siamo molto interessati a sentire il protocollo medico, poi dovremo adattarci“.

PADDOCK IN QUARANTENA

L’accesso al paddock sarà consentito solo in caso di test negativo. Dopo di che la squadra resterà all’interno del proprio box o nei rispettivi camion, evitando il più possibile il contatto con altre persone nel paddock. “Non sarà come prima dove puoi andare in giro per il paddock, chattare e comunicare, e poi la sera rilassarti e incontrare amici“, ha proseguito il team manager Suzuki. “Lavoreremo nel box, pranzeremo, ceneremo, andremo a dormire in albergo e la mattina dopo torneremo sul circuito“. Sarà un campionato MotoGP con regole ferree per scongiurare l’annullamento della stagione. Ma il rischio di contagio non sarà certo pari a zero e resta da capire cosa accadrà in caso di contagio di un pilota o di un componente del team.

Non ci saranno ovviamente i giornalisti della carta stampata e del web, né le umbrella girls. I membri che arriveranno da Paesi extra UE dovranno affrontare un periodo di quarantena al momento di entrare nel Vecchio Continente. Probabilmente non faranno ritorno a casa prima della fine del Mondiale. A quel punto dovranno affrontare un’altra quarantena una volta che lasceranno l’Europa. Il tutto in attesa di un vaccino che potrebbe non essere pronto prima della fine del 2021.

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