MotoGP, Andrea Dovizioso

MotoGP, Dovizioso-Quartararo pronti alla sfida: “Viviamo situazioni diverse”

Nella stagione MotoGP 2022 Andrea Dovizioso avrà una Yamaha M1 factory. Rispetto a Fabio Quartararo ha uno svantaggio: gli anni in Ducati.

24 novembre 2021 - 8:55

Sarà una Yamaha a tre punte quella della stagione MotoGP 2022, con Fabio Quartararo, Franco Morbidelli e Andrea Dovizioso all’assalto del podio. Se Franky deve ancora recuperare dall’infortunio, Fabio e Andrea non sembrano perfettamente d’accordo sull’evoluzione che la YZR-M1 debba seguire durante l’inverno. Il campione francese chiede più potenza, il forlivese più grip al posteriore.

Da premettere che i due piloti si ritrovano a vivere fasi diverse. Quartararo ha ormai raggiunto il limite, vincere con la moto 2021 non è stato facile, ha dovuto spremere fino all’ultima goccia di talento, riuscendo ad essere più costante degli avversari. Soprattutto nella prima fase del Mondiale MotoGP 2021, quando ancora Pecco Bagnaia e Ducati non avevano trovato quel magico feeling scoperto dopo la pausa estiva. Dovizioso, invece, a Jerez si è ritrovato una moto assai più convincente rispetto all’edizione 2019 che ha guidato da Misano a Valencia.

Dovizioso e il “peso” della Ducati

Per certi versi è normale che i commenti siano opposti dopo l’ultimo test IRTA: “Non abbiamo fatto nessun passo avanti – si è lamentato Fabio Quartararo -. A Jerez abbiamo provato tante cose, ma in realtà non ho visto miglioramenti”. Le sensazioni del Dovi sono diametralmente opposte, ma il motivo è chiaro: “Viviamo due situazioni diverse“, ha spiegato l’ex pilota Ducati. “Sfrutta il potenziale della moto con facilità, può controllare i dettagli, lavorarci e capire quanto sia grande il miglioramento con il nuovo materiale. Può parlarne, la sua situazione è chiara. D’altra parte, sto ancora facendo fatica a guidare bene la moto e a sfruttarne il potenziale“.

D’altronde il francese ha guidato sempre e solo la Yamaha dall’esordio in MotoGP. Andrea, invece, deve smaltire ancora i ricordi della Desmosedici, con cui ha gareggiato 8 stagioni. “Può sfruttare il potenziale della moto perché ha guidato solo la Yamaha – ha aggiunto Dovizioso -. Si è adattato alle caratteristiche della moto, si vede. Abbiamo una sensazione simile, ma io mi lamento di più su alcune aree e lui su altre. È normale perché non sto guidando nel migliore dei modi“. La M1 2019 era molto agile nei cambi di direzione, ma nelle altre aree soffriva. Richiedeva quindi uno stile di guida più vellutato rispetto al prototipo 2021. Per vincere con Yamaha serve essere aggressivi… e battere la concorrenza della Ducati.

Nell’ultimo anno la Desmosedici ha compiuto grandi passi in avanti, sembra una situazione molto differente rispetto alla stagione MotoGP 2020. Andrea Dovizioso non sa dare una spiegazione e nell’ultimo test è ancora Pecco Bagnaia il più veloce: “Non puoi sapere quanto fossero davvero forti, forse hanno fatto miglioramenti che non puoi nemmeno vedere… Non puoi capire queste cose dall’esterno. Pecco ha fatto la differenza. Gli altri, secondo me, sono al livello della stagione appena finita“.

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