Michele Zasa e Valentino Rossi

MotoGP, dott. Zasa: “Pronti a fermarci in caso di problemi”

Il dott. Michele Zasa, direttore della Clinica Mobile, pronto a tornare sulle piste della MotoGP. Ma avverte: "Pronti a fermarci se nascessero problemi".

16 giugno 2020 - 20:00

La Clinica Mobile avrà un ruolo ancora più cruciale nella prossima stagione MotoGP 2020. Da oltre 40 anni presente in pista al fianco di piloti, è diventata uno strumento all’avanguardia anche al di fuori delle piste. “Da un lato, agiamo in supporto alle équipe locali nel caso di traumi e incidenti – racconta il dott. Michele Zasa -. Dall’altro offriamo loro dei servizi di consulenza sanitaria”.

Il direttore sanitario della Clinica Mobile durante l’emergenza Coronavirus si è impegnato attivamente sul suo territorio. Ha raccontato di situazioni raccapriccianti, lottando in prima linea in uno dei periodi più bui della nostra storia contemporanea. Il dott. Zasa ha lavorato al fianco del 118 nel Parmense, ha definito la crisi come una “terza guerra mondiale”. Un’esperienza che sicuramente gli ha lasciato il segno. “Un’esperienza forte – racconta a Blogunisalute.it– che ha generato un insieme di sensazioni, emozioni e paure. Ho visto tante persone ammalarsi e morire, anche nelle proprie case“.

Dal mese prossimo tornerà al lavoro sulle piste di MotoGP, a cominciare dalla gara di Jerez. Il dott. Zasa e la Clinica Mobile non dovranno fronteggiare solo infortuni, fratture, lesioni. Ma avranno un ruolo centrale per ridurre al minimo il rischio di contagi all’interno del paddock. Negli ultimi mesi il rapporto con i piloti non si è certo interrotto. “Fortunatamente non ci sono stati casi gravi, ma abbiamo continuato a fornire una sorta di servizio di consulenza a distanza. Ora siamo concentrati sulla ripartenza“. Si dovranno rispettare dei precisi protocolli di sicurezza, pronti a fare i conti con un eventuale caso di positività. “Sono convinto che in questo momento si debba ripartire, in maniera prudente e con un occhio sempre attento per sorvegliare ciò che succede. Dobbiamo essere anche pronti a fermarci, nel caso in cui comparisse qualche problema“.

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