MotoGP, dott. Michele Zasa

MotoGP, dott. Zasa in trincea contro il Covid: “Ho visto cose terribili”

Il dottor Michele Zasa lancia un appello ai fan della MotoGP: "La vera lotta contro il Coronavirus si combatte a casa e per strada. Presto saremo in pista".

16 aprile 2020 - 12:55

La provincia di Parma è una delle più martoriate dall’emergenza Coronavirus. Qui opera il dottor Michele Zasa della Clinica Mobile, impegnato in prima linea ad affrontare l’epidemia nella provincia emiliana. Attualmente nella regione si contano oltre 21mila casi, attualmente sono 325 i pazienti in terapia intensiva, 2.788 decessi. Nella sola provincia di Parma si registrano 2.616 positivi, 10 decessi nelle ultime 24 ore.

Il capo della Clinica Mobile è costretto a rinunciare ai viaggi internazionali al seguito della MotoGP fino a quando la situazione non si normalizzerà. Resta ancorato al suo territorio per adempiere alla sua missione. “Attualmente sono in Italia, perché abito qui quando non lavoro nel paddock – ha detto il dott. Zasa a Motogp.com -. Dalla fine di febbraio ho contribuito a far fronte a questa difficile situazione e veniamo inviati nei casi gravi“. A Parma e provincia sono morti 589 cittadini positivi al Coronavirus. “Il motivo del nostro intervento può essere qualsiasi cosa, ma nell’ultimo mese dal 95 al 99 percento dei casi erano malati di Covid“.

CLINICA MOBILE IN PRIMA LINEA CONTRO IL COVID

Non è l’unico membro della Clinica Mobile a lottare in trincea con la pandemia. “La maggior parte dei medici della Clinica Mobile provengono dall’Italia e ora operano qui. Parte del team si occupa delle emergenze – ha aggiunto il dottor Michele Zasa -, abbiamo dieci medici e due radiologi che lavorano nei reparti Covid-19“. Dopo oltre un mese di buio in fondo al tunnel si intravede un lumicino, che magari possa essere di buon auspicio per la ripresa del campionato MotoGP. “Negli ultimi cinque giorni sembra andare un po’ meglio. Abbiamo meno casi e speriamo di vedere presto questa tendenza in altri paesi“.

Bisogna lottare non solo contro il nemico invisibile, ma anche con l’incoscienza di tante persone che escono di casa per passeggiare o organizzare incontri. “Qui in Italia e probabilmente anche in altri Paesi tanti non capiscono quanto sia grave la situazione. Vanno a fare una passeggiata, correre o incontrarsi. E così il virus si diffonde nuovamente“, ha aggiunto il dottor Zasa. “La vera lotta non si svolge negli ospedali, ma nelle strade e nelle case. Le persone devono cercare di non infettarsi, altrimenti sarà difficile aiutare tutti perché le risorse sono limitate”. Infine un appello ai fan della MotoGP. “Restate a casa e in salute. Spero che potremo tornare presto in pista e che sperimenteremo una nuova stagione 2020. Ma lo facciamo solo quando è di nuovo al sicuro… Perché in questi giorni abbiamo visto cose terribili“.

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