Marc Marquez

MotoGP, DNA Honda estremo: Marc Márquez domatore di leoni

La Honda da tempo lavora su diversi telai in fibra di carbonio, per provare a rendere più facile una moto dal motore molto aggressivo. Nel 2020 Marc Márquez sarà chiamato a fare ancora una volta la differenza.

3 dicembre 2019 - 13:09

La Honda RC213V che ha vinto il titolo MotoGP 2019 non è solo un concentrato di potenza. Pensare che Marc Márquez abbia vinto solo per talento e CV sarebbe troppo riduttivo. Gli ingegneri HRC, orchestrati da Takeo Yokoyama, hanno saputo gestire al meglio il feeling con gli pneumatici Michelin, grazie anche all’elettronica, e realizzare diverse configurazioni di telaio. Le gomme rivestono un ruolo sempre più preponderante nelle corse della classe regina. Anche in questo caso tra tecnici e pilota deve nascere un connubio. Compito del campione di Cervera capire quale apertura dell’acceleratore si combina con quale angolo di inclinazione e quanto carico devono mettere nelle gomme per ottenere il massimo potenziale. Compito degli ingegneri valutare i feedback e apportare le dovute modifiche.

Il prototipo 2019 ha focalizzato l’attenzione principalmente sulla potenza in quarta, quinta e sesta marcia, senza inizialmente cambiare troppo la geometria del telaio rispetto al 2018. Nel corso del Mondiale MotoGP, e in base alle sensazioni di Marc Marquez, gli uomini Honda hanno cambiato continuamente la rigidità. In totale l’otto volte iridato ha avuto a disposizione quattro telai differenti nella stagione 2019, con lievi differenze da quelli di Crutchlow e Lorenzo. In Austria il pilota di Cervera ha provato un telaio rivestito in fibra di carbonio. Questo consente di testare varie soluzioni di rigidità senza dover costruire un telaio completamente nuovo.

Un lavoro propedeutico in vista del prossimo anno, quando la priorità sarà di elargire maggiore stabilità nelle brusche frenate. Su lato del telaio si procederà con modifiche alla geometria, alla distribuzione del peso e così via. Ma resterà deluso chi si attende una Honda più facile da guidare. Ancora una volta Marc Marquez sarà chiamato a domare il leone della Top Class. Yamaha può vantare un’agilità unica nei cambi direzione e nei curvoni veloci. Ducati, invece, ha sempre fatto del motore il suo punto di forza, insieme alla stabilità nelle staccate. La RC213V è una moto molto più nervosa e aggressiva: “Non sono convinto che una moto ‘facile’ non possa vincere il titolo – ha spiegato Takeo Yokoyama -. Quello che posso dire è che non è nel DNA di Honda realizzare una MotoGP agevole“.

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