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MotoGP, Davide Brivio (Suzuki): “Ora la sfida è mantenere questo livello”

"Un ottimo lavoro in inverno, concentrato in poche aree." Davide Brivio spiega così i passi avanti Suzuki. E si guarda al 2021 con la motivazione alle stelle.

17 dicembre 2020 - 6:56

È arrivato il titolo piloti, assieme al campionato a squadre… Ma Davide Brivio non vuole dare un 10 alla stagione MotoGP memorabile vissuta dal team Suzuki. Il motivo? Un occhio al futuro, a ciò che si può ancora migliorare sia sulla moto che in squadra. Questo non significa però che non ci sia la grande soddisfazione per gli straordinari risultati ottenuti in questo complesso 2020. Frutto anche di una costanza di rendimento rispetto ad altri, pur non vincendo tante gare (solo due). Ma si continua a lavorare, riponendo sempre la massima fiducia in entrambi i giovani piloti, con la speranza di ripetere ancora quanto di buono fatto finora.

“Uno dei momenti più difficili è stato quando, quasi a ridosso della prima gara, tutto è stato posticipato. Due-tre mesi senza sapere cosa sarebbe successo e se o quando saremmo ripartiti.” Il team manager Suzuki ricorda a motogp.com la preoccupazione provata all’esplosione della pandemia, che ha bloccato tutto a lungo prima di capire come muoversi. Finché ecco la bozza di calendario, un nuovo protocollo e si riesce a cominciare! Anche se “La prima gara è stata un disastro!” Un inizio davvero da dimenticare visto il doppio zero nel primo evento stagionale a Jerez.

Con i primi problemi per uno dei due piloti. “Avevo ritrovato un Alex molto più carico e forte fisicamente” ha sottolineato Brivio. “Sabato però c’è stato l’infortunio… In seguito ha dovuto lavorare tanto sul recupero della spalla, ha fatto fatica.” In quella prima gara cade anche Joan Mir. “Un doppio zero piuttosto deludente. Anche le gare successive non sono state semplici.” In Austria invece qualcosa cambia. “Parliamo di un circuito critico per noi, ma in realtà è dove è iniziata la nostra stagione. Finalmente Joan è salito sul podio, è stata una sorta di liberazione per lui. Ma da lì si è ripetuto più volte, ed in seguito è arrivato anche Alex.”

Con a referto parecchi doppi podi per la casa di Hamamatsu. Nello specifico, ben quattro: Catalunya, Aragón, Teruel e GP d’Europa. “Entrambi i piloti sono stati davvero costanti nella seconda parte di stagione.” Ma dietro c’è stato anche il lavoro del team e della fabbrica. “Un ottimo lavoro durante l’inverno” ha rimarcato il team manager Suzuki. “Abbiamo migliorato il motore, introdotto un nuovo telaio… Poche aree, ma su cui ci siamo concentrati per fare sempre meglio. I nostri ingegneri in Giappone hanno svolto davvero un gran lavoro, mentre noi come team abbiamo cercato di usare ogni cosa al meglio.”

L’anno prossimo servirà ancora maggiore concentrazione, visto che saranno gli osservati speciali. “Abbiamo raggiunto questo livello, ora la sfida sarà mantenerlo. Per quanto riguarda la moto non possiamo toccare il motore, ma ci sono il telaio ed altri dettagli su cui lavorare.” Certamente con rinnovata motivazione dopo quanto fatto quest’anno. “Abbiamo il titolo con Joan Mir, più un altro talento in Alex Rins. Sono il miglior team? I risultati lo diranno, ma penso che sia uno dei migliori nel paddock come livello dei piloti. Il nostro compito è sempre fornire loro un pacchetto che permetta di esprimere il loro potenziale.”

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