MotoGP, Danilo Petrucci a Portimao

MotoGP, Danilo Petrucci: “Ringrazio Dall’Igna per avermi licenziato subito”

Danilo Petrucci chiude la parentesi MotoGP con Ducati al 12° posto in classifica. Da questa settimana sarà al lavoro in galleria del vento con KTM.

23 novembre 2020 - 10:48

Danilo Petrucci ha salutato la Ducati a Portimao con un misero 16° posto, 12° in classifica piloti MotoGP nella sesta e ultima stagione con la Desmosedici. Nella valigia dei ricordi porterà l’ultima vittoria di Le Mans, nonostante un licenziamento preannunciato con largo anticipo da Gigi Dall’Igna. I vertici di Borgo Panigale non gli hanno dato il tempo di rimettersi in gioco, preferendogli Jack Miller in base ai risultati del 2019. Dal punto di vista psicologico è un colpo difficile da attutire: “Mi sono sentito un fallito“. Ma chiusa una porta si è subito aperto il portone della KTM. Una scelta azzeccatissima alla luce dei recenti risultati dei vari Binder, Oliveira ed Espargarò.

Il GP del Portogallo ha riconfermato i problemi di Petrux con la Ducati, trascinatisi da troppo tempo. “E’ stato difficile guadagnare la zona punti“, ha sospirato il pilota umbro. “Ho lottato con la moto tutto il weekend, non me l’aspettavo. Volevo di più, ma quello era il massimo. Non mi sono mai sentito bene, non ho mai avuto un buon ritmo. Abbiamo provato molto, soprattutto in quest’ultimo fine settimana. Non mi sono mai sentito bene su questa pista. Sono contento che sia finita… Certo che avrei preferito salutarci diversamente. Ma ho lottato così tanto per ottenere un buon feeling“. Uno sforzo continuo che non ha quasi mai trovato soluzioni, tanto da rendere liberatoria la separazione per ambo le parti.

La nuova avventura KTM

Nella stagione MotoGP 2020 solo a Barcellona e Le Mans si è instaurata l’empatia tra Danilo Petrucci e la Ducati. Sin dall’esordio di Jerez, complice anche la nuova carcassa Michelin, non ha potuto sfruttare il potenziale in frenata. “Come a Valencia, anche qui abbiamo avuto problemi di grip, non abbiamo mai trovato un buon assetto. Non sono contento perché a parte due gare non mi sono mai sentito bene. Ma ho sempre fatto del mio meglio. A volte funziona, a volte no“. Dopo sei anni di alti e bassi Danilone fa un bilancio del suo ciclo in Ducati. “Ci sono sicuramente molte cose di cui mi pento. Avrei potuto vincere la mia prima gara molto prima. Hanno fermato la gara di Assen nel 2016, poi la mia moto si è rotta. Nella gara che è seguita sono caduto al Sachsenring quando ero in testa… Ho sempre fatto del mio meglio. Sono soddisfatto perché, nonostante tutto, ho sempre dato il massimo“.

Nei prossimi giorni sarà in Austria per mettersi subito al lavoro in galleria del vento e dare inizio al nuovo corso KTM. Si apre una parentesi molto stimolante, la RC16 sembra la moto del momento, a Mattighofen si lavora a ritmi sostenuti. Merito anche di un Dani Pedrosa che in fase di collaudo sembra fare miracoli. E di certo non manca il budget per proseguire nell’evoluzione del prototipo arancione. “Pensando al passato devo ringraziare Gigi (Dall’Igna, ndr)”. La separazione preannunciata “mi ha permesso di lavorare con un altro produttore davvero competitivo. All’inizio della stagione nessuno pensava che la KTM sarebbe stata così veloce. Ma ora puoi vedere i risultati. A tal proposito, sono contento che Gigi mi abbia licenziato a inizio stagione“.

Foto: Getty Images

1 commento

fzanellat_12215005
19:34, 23 novembre 2020

La Ducati ha sbagliato nel confermare un pilota di cui non si fidava.Il licenziamento prima della stagione ha
messo in evidenzia il caos che regna in Ducati.
Questa situazione rischiano di pagarla anche con
Bagnaia che doveva rimanere in Pramac.

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