MotoGP, Danilo Petrucci

MotoGP, Danilo Petrucci off-limits: “Nella vita normale mi sarei arreso”

Danilo Petrucci sta per dire addio alla MotoGP. Ad Austin ha corso una delle gare più difficili in carriera, ma non ha mai gettato la spugna.

9 ottobre 2021 - 22:57

A malincuore Danilo Petrucci lascerà la MotoGP dopo l’ultimo GP di Valencia. KTM ha deciso già prima dell’estate di non rinnovargli il contratto per dirottarlo sul progetto Rally. Il feeling con la RC16 non è mai decollato, ha centrato solo tre top-10, 5° posto sul bagnato di Le Mans come miglior risultato stagionale. In estate ha provato a tastare il terreno del WorldSBK ma senza trovare una valida alternativa.

Problemi fisici ad Austin

L’altezza di 181 cm e il peso di 80 kg non combaciavano con le esigenze della moto austriaca. E su piste impegnative come quella di Austin il fardello si fa più pesante. “A causa della mia stazza necessito di una moto più lunga rispetto agli altri piloti“. Nelle curve strette Petrux fatica in percorrenza, i decimi persi si trasformano in secondi a fine gara. In Texas ha dovuto fare i conti con problemi alla schiena. “Finora in questa stagione non ho avuto problemi alla schiena. Ma ad Austin ho avuto un forte mal di schiena. Quando ciò accade non riesco più a muovermi correttamente sulla moto – sottolinea Danilo Petrucci -. A causa del mio peso maggiore, la mia moto è impostata molto rigidamente, quindi sento ancora di più ogni urto“.

Petrux oltre i limiti

L’addio alla Ducati lo ha costretto a rimettersi in gioco con lo stile di guida, l’adattamento richiede tempo. Ma la MotoGP non lascia spazio a tentennamenti, soprattutto in Tech3, dove hanno scelto di promuovere entrambi i piloti del team KTM Ajo pur di non lasciarli fuggire dall’orbita di Mattighofen. Per il ternano non è una situazione facile psicologicamente, eppure non gli manca mai il suo umile sorriso e la forza di volontà. “Nella vita normale mi sarei arreso in una situazione del genere. Ma è diverso sulla moto – confessa Petrucci a Speedweek.com -. Non riuscivo più a muovermi, era come correre con le gambe che non ce la fanno più. Ma nella vita di tutti i giorni non si finisce in situazioni così estreme. Solo in MotoGP si impara ad andare oltre i propri limiti“.

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