MotoGP, Danilo Petrucci

MotoGP, Danilo Petrucci: “Mi sentivo come un cane che si morde la coda”

Danilo Petrucci confessa le difficoltà riscontrate in sella alla Ducati nella stagione MotoGP 2020. A febbraio inizia la nuova avventura in KTM Tech3.

1 gennaio 2021 - 21:49

Il 2021 sarà l’anno decisivo per Danilo Petrucci e la sua carriera MotoGP. All’età di 30 anni rischia di restare fuori dal prossimo mercato piloti se non arriveranno risultati incoraggianti. Dopo la deludente stagione 2020, che ha comunque portato ad una vittoria sul circuito di Le Mans, ha sete di riscatto. L’ultima chance si chiama KTM Tech3 con cui ha firmato un contratto annuale lo scorso 17 giugno 2020, quando ha fatto visita a Munderfing, insieme al suo manager Alberto Vergani. Ha svolto qualche primo test in galleria del vento e messo a posto i primi dettagli ergonomici. Ma per il primo approccio dovrà attendere ancora una cinquantina di giorni, prima di provarla sul circuito di Sepang.

L’esperienza con la Ducati

La partnership con Ducati si era raffreddata già da tempo e i vertici di Borgo Panigale gli hanno comunicato la decisione di separarsi con largo anticipo. Un comportamento che Petrux ha apprezzato, visto che gli ha consentito di trovare subito una sella alternativa per il 2021. Dopo sei anni in MotoGP con il marchio italiano approda in KTM con un grande bagaglio di esperienza. “Mi hanno dato la possibilità di guidare le migliori moto per anni e di gareggiare nella squadra ufficiale per due anni. Per me, un sogno si è avverato quando ho firmato per il Ducati Factory Team – racconta il pilota umbro a Speedweek.com -. È stata una grande soddisfazione e una buona prestazione da parte mia vincere due gare“.

A parte la vittoria del GP di Francia nel 2020, non è mai entrato nella top 6, complice anche un infortunio rimediato a Jerez alla vigilia del Mondiale. L’obiettivo è migliorare con la KTM e guadagnarsi il rinnovo in MotoGP. “C’è sempre pressione su di te quando guidi in una squadra ufficiale. Ho deciso di fare meglio del 2019, ma non ci sono riuscito… Volevo migliorare, ma questo mi metteva troppa pressione e complicava tutto… Mi sentivo come un cane che si morde la coda“. La nuova carcassa posteriore della Michelin ha destabilizzato l’equilibrio della Ducati GP20 e non c’era tempo per correre ai ripari, visto il numero ristrettissimo di test. “Non ho notato alcun progresso fino al test di Misano di settembre – conclude Danilo Petrucci -. E abbiamo adattato meglio l’assetto alle nuove gomme posteriori“. Di lì a breve sarebbe arrivata la vittoria di Le Mans, poi di nuovo il vuoto…

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