MotoGP, Danilo Petrucci e KTM nella gabbia dei contratti

Danilo Petrucci vestirà i colori Tech3 dalla stagione MotoGP 2021. Il no di Binder costringe KTM a dirottare il ternano nel team satellite.

26 giugno 2020 - 8:31

KTM ha arruolato in fretta e furia Danilo Petrucci per le stagioni MotoGP 2021-2022 con la carica di pilota di punta. Ma, ironia della sorte, il pilota umbro occuperà il box del team satellite Tech3. Miguel Oliveira minacciava di lasciare la casa austriaca qualora non fosse stato promosso nel team factory. Brad Binder ha alzato un muro invalicabile e chiesto il rispetto del contratto biennale nella squadra ufficiale.

Cambia poco o nulla per Petrux. Avrà a disposizione una RC16 factory e un ingaggio di tutto rispetto. Con la differenza che nel box dovrà lavorare con uno staff tecnico “satellite”. Non aveva altre vie di uscite, dal momento che rischiava di perdere il treno della MotoGP dopo l’addio alla Ducati. L’alternativa era attendere la sentenza di Andrea Iannone e avviare i colloqui con Aprilia. Ma era un gioco troppo rischioso sapendo che si trattasse dell’ultima possibilità. Del resto Danilo Petrucci è tornato più che soddisfatto dal viaggio a Mattighofen della scorsa settimana. KTM ha tutte le carte in regola per un futuro di grande rispetto.

KTM “VITTIMA” DEI SUOI PILOTI

Serve tempo e pazienza, oltre che un cambio di filosofia. Dall’ingresso in MotoGP nel 2017 ha insistito sul telaio tubolare in acciaio, mentre tutti gli altri costruttori utilizzano l’alluminio. Fino alle sospensioni “homemade” WP, mentre le rivali fanno leva su Ohlins. Dani Pedrosa sta provando a scardinare certe errate convinzioni di casa KTM, introducendo un telaio ibrido alla fine della scorsa stagione. Qualche errore di troppo anche nella scelta dei piloti: dopo il fallimento di Johann Zarco la certezza era Pol Espargarò, ma il suo addio ha spiazzato il team austriaco. Hanno provato a trattenere Jorge Martin senza successo. La trattativa con Andrea Dovizioso si è conclusa in breve tempo.

La scelta di Danilo Petrucci è forse quella giusta, ma dirottarlo in Tech3 non sembra un buon modo per cominciare. KTM è rimasta vittima dei suoi piloti e dei rispettivi contratti. Se nel fuoristrada la casa di Mattighofen detta legge, in MotoGP c’è ancora da lavorare e imparare. Due esperti come Pedrosa e Petrux potranno apporre il loro segno. Nella speranza che riescano a costruire le condizioni ideali intorno al pilota ternano per compiere quel salto di qualità atteso da tempo.

Video Marco Benedetti/Instagram @petrux9

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