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MotoGP, Dall’Igna: “Un pacchetto moto-pilota che sarà protagonista”

Gigi Dall'Igna traccia un bilancio del 2021 per Ducati. La stagione dei suoi piloti, i miglioramenti Ducati, i test a Jerez ed altro. Ecco cos'ha dichiarato.

17 novembre 2021 - 17:00

Si è appena conclusa un’intensa stagione MotoGP 2021, è tempo di tracciare qualche bilancio. In casa Ducati ci pensa Gigi Dall’Igna, che alla vigilia dei test a Jerez ha commentato quanto fatto dai suoi ragazzi nel campionato. È arrivato il titolo costruttori, quello a squadre, l’anno prossimo aumenteranno le rosse in top class, ma ancora manca la corona costruttori, un digiuno che dura dal 2007 con Casey Stoner. Proprio l’uomo venuto a fare da coach e ‘talismano’ per gli ultimi due Gran Premi di questo campionato: il pilota che ha fatto sognare i tanti tifosi della casa di Borgo Panigale, ma che non avrà un ruolo nel team per i tanti ostacoli logistici. Ma c’è stato molto di cui parlare, compreso a grandi linee ciò che proveranno i piloti in rosso: ecco cos’ha raccontato il direttore generale Ducati Corse nel meeting online odierno.

La stagione 2021

“Difficile avere rimpianti di questa stagione, passerà alla storia come una delle migliori stagioni di Ducati.” Pur ammettendo che “Dirò che finalmente ce l’ho fatta quando avremo raggiunto il nostro obiettivo, non proprio quello di quest’anno.” Il tanto agognato titolo piloti, che appunto la Rossa ha conquistato una sola volta in MotoGP. In attesa del 2022 però si guarda il bicchiere mezzo pieno. “Quello che mi resta è l’aver contribuito a far crescere un pilota che può giocarsela nei prossimi anni e di aver messo insieme un pacchetto moto-pilota che sicuramente sarà protagonista.” Sottolineando che “Non abbiamo acceso la luce solo in questa stagione. Si tratta di un percorso di crescita che ci ha portati fin qui.” Chi l’ha sorpreso di più? “Difficile rispondere. Martín ha fatto la pole alla seconda gara. Bagnaia è stato incredibile, nella seconda parte di stagione si è dimostrato il migliore. Bastianini, senza la moto ufficiale ma con una 2019, ha disputato delle gare davvero brillanti. Hanno svolto un lavoro fantastico.”

Ci si aspettava qualcosa di più da Miller invece? “Jack era quello che era chiamato a fare probabilmente qualcosa di più quest’anno” ha ammesso Dall’Igna. “Il lavoro del pilota è complicato e spesso non si raggiunge l’obiettivo per banalità. Lui ha fatto una stagione molto buona, ma è anche vero che ci si aspettava un po’ più di continuità, di concretezza, che in qualche occasione è venuta meno. Ma è forte e può essere determinante, non gli manca nulla.” Commenta poi anche il campionato di Johann Zarco. “Credo sia normale per un pilota pensare di vincere il Mondiale, non vorrei nemmeno lavorare con uno senza queste idee. È la giusta mentalità da avere per migliorarsi e puntare a certi risultati. Johann ha fatto una bellissima stagione fino a metà, poi dopo le vacanze si è messo da solo troppa pressione e questo l’ha destabilizzato. Nelle ultime gare è tornato alle prestazioni di inizio anno e questo fa ben sperare: lui è un altro pilota forte che ci ha aiutato a progredire, una pedina importante nel sistema Ducati.”

I progressi Ducati 

Dall’addio a Dovizioso ad un 2021 decisamente positivo. “L’anno scorso eravamo arrivati alla fine di una storia: la confidenza e la fiducia reciproca sono importanti per ottenere certi risultati.” Una situazione molto cambiata. “C’è fiducia assoluta e reciproca da parte dei tecnici verso i piloti e viceversa, spesso fa la differenza. Poi sicuramente la moto è migliorata ed anche i piloti, soprattutto Pecco, hanno fatto un passo avanti. Non è mai un solo dettaglio che determina l’equazione, ma sono sempre vari aspetti che determinano il risultato.” L’anno prossimo ci saranno otto piloti con moto Ducati. “Possono sembrare tante, ma alla fine sono più i vantaggi che i problemi: più piloti, più informazioni, quindi si riesce a capire meglio cosa fare per sviluppare la moto. Gestirle è solo questione di organizzazione, Ducati ce l’ha.”

Una moto che ora tutti vogliono. “È sempre migliorata come adattabilità alle piste ed ai piloti. Costruire una moto buona non solo per un pilota era il nostro obiettivo.” Sottolineando anche che “Sono contento del lavoro svolto in questa stagione. All’inizio la Ducati non era così competitiva, ma anno dopo anno siamo costantemente migliorati. Come podi e vittorie questo è stato l’anno migliore per Ducati in MotoGP: 24 podi sono davvero tanti, con una top 3 rossa a Valencia. Questo vuol dire che la nostra moto si adatta a tanti stili diversi e che siamo stati competitivi in ogni gara. Non abbiamo raggiunto l’obiettivo finale… Ma siamo comunque contenti dello sviluppo tecnologico.” Oltre al fatto che “Ci sono tante cose che rendono orgogliosi sia me che i tecnici: Ducati è il punto di riferimento delle nuove tecnologie della MotoGP. Le innovazioni spesso sono partite da noi.”

Stoner, i test, il 2022

Casey Stoner coach? Gigi Dall’Igna esclude la possibilità, spiegandone i motivi. “È complicato: riuscire a lavorare con uno che vive e ha la famiglia dall’altra parte del mondo è difficile. Logisticamente e mentalmente è troppo complicato da attuare.” Si passa poi al discorso test, visto che domani e venerdì i piloti MotoGP saranno attivissimi a Jerez. “Proveremo solo cose ‘normali’, delle evoluzioni di qualcosa che abbiamo già provato e che per qualche motivo avevamo accantonato. Poi certo ci sarà il motore completamente nuovo, ancora non nella sua versione definitiva.” Chi avrà la moto nuova e chi no? “Al momento ci sarà una moto a testa per Jack e Pecco, più una per Pramac da alternare. Bastianini e Di Giannantonio avranno le moto di quest’anno, così come la VR46. Marini guiderà la moto ufficiale solo dal test di Sepang, intanto proverà tutto ciò che non aveva quest’anno, pur non avendo moto completa.”

Sottolineando poi che “Questo test non doveva nemmeno esserci, è stato inserito solo a metà stagione e quindi organizzativamente non siamo riusciti a fare di più.” Su cosa bisogna migliorare in ottica 2022? “In questa stagione siamo siamo stati molto performanti, ma ci sono state alcune mancanze in certe aree, come ad esempio l’entrata nelle curve veloci. Non sono ancora contento del turning della moto, ci dobbiamo lavorare.” Aggiungendo poi che “I rivali sono tutti forti: Suzuki, Honda e Yamaha hanno fatto un gran lavoro, Honda in particolare nell’ultima parte di stagione è stata molto competitiva. Il prossimo sarà un campionato molto duro.” Infine, un breve commento anche sulla sfida MotoE del 2023. “È qualcosa di nuovo per noi, ma penso che una moto elettrica per un ingegnere sia una bella scelta. Si possono sviluppare svariate strategie. Non vedo l’ora di cominciare!”

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Foto: motogp.com

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