MotoGP: conferenza-incontro di Ben Spies a Milano (1° Parte)

Spies incontra i tifosi e parla del presente e futuro

12 settembre 2010 - 9:49

Il “nuovo” acquisto del team Fiat Yamaha Ben Spies, promosso alla squadra ufficiale dei tre diapason dopo una stagione (non ancora terminata) nella compagine satellite Tech 3, ha incontrato i tifosi ed i giornalisti presso lo store Unionbike di Milano. L’evento, organizzato da HJC Italia (azienda koreana che supporta e sponsorizza il pilota statunitense), è stata un’occasione per i fan di poter fare la conoscenza della oramai non più rivelazione del motociclismo internazionale. “Texas Terror” ha dato ampio spazio a coloro che sono accorsi per vederlo, diviso tra autografi e foto, e si è anche concesso ad una corposa conferenza stampa per l’occasione, rispondendo dettagliatamente alle domande che gli sono state poste. BIKEracing.it ha deciso di riportarvi a seguito i punti salienti. Riguardo al segreto della sua competitività in MotoGP e ad una valutazione della stagione “[…] Sono venuto in MotoGP con mente aperta, riguardo a ciò che avrei dovuto imparare e a ciò che avrei dovuto cambiare, e semplicemente fare le cose in modo differente.” “All’inizio pensavo che il rimanere costanti e stare nella top 8 mi avrebbe reso felice. Non avrei mai pensato di ottenere il podio, ero convinto di poter ottenere dei risultati da top 5 ma alla fine ci siamo riusciti, due volte: la prima è stata bella, però in un week-end strano e inoltre Valentino era assente. Invece ad Indianapolis tutti i piloti erano in pista, ho ottenuto un secondo posto con margine e quindi credo che ci siamo meritati più quest’ultimo. Considerando poi la sesta posizione in classifica, posso dire di aver fatto sinora ciò che non pensavo sarei stato in grado di fare. Ora voglio continuare ad imparare, andare a podio e magari vincere una gara, ma niente è scontato. Vorrei rimanere costantemente nella top 8 e finire bene la stagione.”

Si aspettava di trovare una sella libera nel team ufficiale già per il 2011? “[…]Nel momento in cui ho firmato il contratto, non pensavo che entrambi i piloti sarebbero rimasti al termine della stagione. Quindi avevo la speranza che un posto sarebbe rimasto aperto. Ed inoltre, ho dovuto mostrate che me la meritavo quella nuova collocazione. Il fatto che il contratto fosse con Yamaha e non con Tech 3 ha reso le cose più facili, ma dovevo essere veloce abbastanza per ottenere la promozione[…]” Riguardo al cambiamento di stile di guida da Superbike a MotoGP, se è completato o c’è ancora qualcosa da modificare “Non ho fatto la progressione completa. Sicuramente ho ancora da imparare, ma i dati mostrano che diversi cambiamenti li ho fatti. Devo cercare di modificarlo ancora, ma stando attento a non perdere alcuni punti forti che ho, soprattutto in staccata. Devo quindi essere accorto, anche perché nel 2012 si tornerà alle 1000cc e quindi la moto tornerà ad essere di nuovo simile ad una Superbike. Quindi l’importante è trovare l’equilibrio, per poter poi essere veloce anche in futuro: questo è il mio obiettivo.”

Riguardo all’alta attenzione verso i suoi risultati, se questo derivasse dal fatto di essere americano “Penso che l’attenzione derivasse dal fatto che arrivassi dalla World Superbike. Per come la vedo io, mi aspettavo che le attenzioni maggiori sarebbero state rivolte ai campioni 250 approdati in MotoGP quest’anno. La 800cc è molto più simile ad una 250 che ad una 1000, loro conoscevano già i circuiti e avevano già questo stile di vita, e sono stati anche loro campioni del mondo. Pensavo che questi due (Marco Simoncelli e Hiroshi Aoyama, ndr) sarebbero stati molto più sotto pressione, invece a me è parso che le aspettative fossero più concentrate su di me. Non mi dà fastidio, è una buona situazione […]” Valerio Piccini

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