MotoGP, Yamaha YZR-M1

MotoGP, caso valvole Yamaha: Dorna cambia il piano di controllo

Nella stagione MotoGP 2020 è balzato alle cronache il caso delle valvole Yamaha. Dorna ha deciso di applicare un piano di controllo più approfondito. I motori vengono spediti a due università diverse.

28 novembre 2021 - 8:00

Il caso valvole Yamaha nella stagione MotoGP 2020 ha spinto Dorna a controlli più approfonditi e rigorosi. Danny Aldridge, direttore tecnico della MotoGP, l’ha definito “Piano di controllo standard”, con parti scientificamente testate per garantire una corrispondenza esatta con quelle presentate ad inizio campionato.

Il caso specifico della Yamaha

Nella scorsa stagione Yamaha ha commesso l’errore di fare realizzare le valvole da due fornitori diversi. La specifica di progettazione era simile, Lin Jarvis all’epoca si giustificò dicendo che “il regolamento non dice che non si possono usare due fornitori differenti. Bensì che le valvole devono essere identiche sotto ogni aspetto“. Un equivoco costato 50 punti nella classifica costruttori e un totale di 57 punti per i due team. Inoltre i suoi piloti hanno potuto utilizzare solo alcuni dei loro cinque motori a disposizione. Il motivo è facilmente spiegabile: due produttori non possono creare valvole identiche, pur lavorando con le stesse specifiche di progettazione.

Le dimensioni e la forma possono equivalere, fin qui è semplice. Ma le differenze nel processo di produzione e la miscela di materiali utilizzati possono cambiare, quindi non è possibile garantire che siano uguali. Ad esempio può variare la durezza superficiale. Yamaha avrebbe dovuto richiedere una sorta di autorizzazione alla MSMA. In buona fede, l’errore è saltato fuori nel week-end di MotoGP a Jerez, quando la Casa costruttrice stava indagando sui guasti alle valvole. A quel punto ha informato gli addetti ai lavori MotoGP del suo errore “involontario”, senza nascondersi.

Il nuovo piano di controlli

Dorna ha capito che le ispezioni tecniche devono aggiornarsi con i tempi. Secondo il “Piano di controllo standard” viene selezionato un motore da ogni costruttore e inviato a due università diverse per controllare materiali, dimensioni e durezza. Spediscono il propulsore al termine della sua durata, in quanto per i controlli deve essere sezionato e poi distrutto. “I produttori sono stati davvero positivi – ha detto Danny Aldridge a Crash.net -. È molto costoso per loro, perché queste parti vengono distrutte. Non sono sicuro che lo facciano [questo livello di controllo] in Formula Uno“. Al termine dell’ispezione nessuna conseguenza se tutto procede secondo le norme. Viceversa, tutti i risultati ottenuti con quel motore andranno persi.

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Foto: Dorna

1 commento

voiedegarag_15199617
16:23, 28 novembre 2021

“Un equivoco”

Te lo spiego io l’equivoco.
Hai 5 motori * 2 (2 piloti) =
4 (valvole) * 4 (cilindri) * 5 (motori) * 2 (piloti) =
= 160 valvole (più i motori per i test: diciamo 200 valvole)

Ne fai fare 100 al fornitore “A”, e il resto al fornitore “B”.

Se avessi fatto fare tutte la valvole a “A” OPPURE “B” quale sarebbe stato il risultato ?

Che TUTTE le valvole sarebbero state soddisfacenti oppure TUTTE difettose (stagione fottuta).

Dunque non è un “equivoco”, è una pratica che ha almeno due ragioni : la prudenza e poi la continuità di rapporto con più fornitori, per non dipendere da uno solo.
E l’esperienza insegna che questo tipo di inconvenienti è raro.

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