MotoGP, Cal Crutchlow

MotoGP, Cal Crutchlow contro tutti: “Piloti come robot nelle interviste”

Cal Crutchlow lancia una delle sue ultime provocazioni da pilota MotoGP. Dopo Portimao termina la sua carriera, per la Gran Bretagna si prevede un vuoto incolmabile.

18 novembre 2020 - 21:35

Cal Crutchlow lascia definitivamente la MotoGP dopo questo week-end di Portimao. Una brutta notizia non solo per i fan, ma anche per il Regno Unito che perde il suo unico rappresentante in classe regina. Nessun pilota britannico è previsto a breve termine nella massima serie del Motomondiale. Ci ha provato Sam Lowes a tenere alta la bandiera della Union Flag, ma l’avventura è durata poco. Nel 2017 è salito in sella alla Aprilia RS-GP, ma ha collezionato più ritiri (8) che punti iridati (5). Senza una moto competitiva ha avuto vita dura a dimostrare il suo valore. Quest’anno potrebbe aggiudicarsi il titolo Moto2, anche se l’infortunio alla mano potrebbe allontanarlo dall’impresa.

Anche la carriera in MotoGP di Bradley Smith si è infranta contro la moto di Noale. La squalifica di Andrea Iannone gli ha offerto sul piatto d’argento una ghiotta occasione. Solo 12 punti in 11 gare senza mai centrare una top-10. Smith ha proseguito il lavoro di sviluppo della RS-GP, ma il suo futuro resta avvolto nell’incertezza. Massimo Rivola è alla ricerca di un pilota da affiancare ad Aleix Espargarò, in pole Chaz Davies e Fabio Di Giannantonio. Ma il suo ruolo di collaudatore è in discussione, soprattutto se arriverà Jorge Lorenzo.

L’addio di Cal alla classe regina

In simili scenari Cal Crutchlow pensa alla sua “prole” che latita dalla MotoGP. “Ci sono certamente alcuni talenti, ma è allarmante. Penso che nel prossimo futuro sarà difficile trovare qualcuno – riporta Speedweek.com -. Come pilota britannico, lo vorrei. Ho avuto l’opportunità di far parte della classe MotoGP per dieci anni. Ma non so come andranno le cose“. Il veterano lavorerà per migliorare la Yamaha M1, come ufficializzato a Valencia, e si allontanerà da alcuni amici. “Sarà strano. Jack Miller e Sam Lowes sono tra le sei persone che considero i miei migliori amici. Ci siamo visti così spesso quest’anno, quasi troppo spesso“. Mancherà anche ai giornalisti per le sue dichiarazioni senza peli sulla lingua. “In futuro rimarrete con le storie di noiosi robot nelle interviste, che devi ascoltare. Ma prometto che ascolterò le interviste il giovedì prima delle gare e poi racconterò le storie vere. Anche se non sarò sempre nel paddock“.

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