MotoGP Marquez Bike Destroyed

MotoGP: Cadute, quanto mi costate! Il prezzo di un incidente

Nel Mondiale MotoGP gli incidenti, alcuni anche importanti, non mancano mai. Ma qual è il costo di una caduta? Ecco qualche calcolo.

9 giugno 2020 - 7:50

I piloti si dividono in due categorie distinte: quelli che sono caduti e quelli che non sono ancora caduti. Un riassunto che può sembrare semplicistico, ma è comunque molto vicino alla verità. Una moto è un bellissimo mezzo che regala adrenalina, ma ha una marcata tendenza a cadere piuttosto che rimanere sulle sue ruote. In MotoGP, questa caratteristica naturale è ancora più accentuata quando i piloti cercano di spostare i propri limiti, al fine di sfruttare appieno le prestazioni delle loro moto per limare anche un solo millesimo. Ogni volta che un pilota cade, i manager li guardano con apprensione, ma calcolano anche le decine di migliaia di euro da spendere per i pezzi danneggiati.

I piloti di ogni categoria lo sanno perfettamente. Non parliamo del pilota della domenica che va a prendere il pane in fondo alla strada e che mette in bella mostra il suo mezzo tirato a lucido davanti al caffè del villaggio. Parliamo di quelli che hanno come obiettivo completare un giro perfetto, raggiungendo il limite e quello della propria moto. Tuttavia, per essere in grado di raggiungere il limite devi conoscerlo, e questo spesso significa doverlo superare e cadere. Quando ciò accade, mettiamoci nei panni del gruppo di meccanici e poniamoci le domande giuste. Le carene sono state danneggiate? Qual è la condizione delle ruote? Il serbatoio è rovinato? Spesso un motociclista che cade si pone queste stesse domande prima di rendersi conto di essersi fatto più o meno male durante l’incidente.

I piloti professionisti non si pongono queste domande, soprattutto se gareggiano in una categoria in cui la caduta fa parte del budget del team, come in MotoGP. Tuttavia, all’interno del team, c’è sempre chi pensa a quanto aumentano le spese durante un weekend di gara quando la moto rimbalza nella ghiaia e deve essere riparata il prima possibile. In generale, parliamo di una somma davvero impressionante, soprattutto se la caduta è avvenuta ad alta velocità e la moto in questione si distrugge in mille pezzi prima di fermarsi nella ghiaia, inerte.

Christophe Bourguigon è il tecnico che si occupa delle moto di Cal Crutchlow all’interno del team LCR. Il mezzo del pilota britannico è una RCV factory, con le stesse specifiche tecniche e gli stessi sviluppi tecnologici di quella utilizzata da Marc Márquez. Con gli stessi vantaggi, quando funziona, e svantaggi, quando la moto è più difficile da guidare, come abbiamo osservato negli ultimi test in Qatar. Cal Crutchlow è noto per essere un pilota dal carattere forte, ma anche, e soprattutto, per essere un grande cascatore. Il difficile rapporto che aveva con la versione 2019 della RCV non ha reso le cose più facili.

Bourguignon ha spiegato nel dettaglio quanto questa abitudine di Cal possa costare alla squadra e che c’è un collegamento tra i tempi sul giro ed il numero di cadute. “Noi affittiamo queste moto, ma i costi di sviluppo e quelli degli ingegneri HRC che ci seguono sono inclusi nel prezzo. In totale, stiamo parlando di circa 2 milioni di euro per le due moto di Cal. Abbiamo però tecnici HRC che ci seguono in ogni gara, e questo fa parte del pacchetto completo. È vero che è una bella somma, ma ci sono molte risorse umane coinvolte.”

Dopo aver chiarito le cifre di cui stiamo parlando in generale, possiamo passare alla valutazione del costo di una singola caduta. Può essere semplice oppure doppia, a seconda dei componenti danneggiati che richiederanno la sostituzione o la riparazione dopo l’incidente.

“Una caduta con un prototipo MotoGP può costare tra i 15.000 e i 100.000 euro. Un incidente da 2.000 euro semplicemente non esiste. Se siamo fortunati dopo una caduta, tutto ciò che dobbiamo fare è cambiare alcuni pezzi che abbiamo in magazzino e andare avanti. Ma un grande incidente, o anche una serie di piccole cadute consecutive, può immediatamente causare maggiori problemi. Ad esempio, abbiamo solo 5 serbatoi di carburante in stock. Lo stesso vale per gli scarichi o i radiatori. È necessario riuscire a distribuire questo stock di parti su tutto il weekend, test e gara inclusi. Durante un fine settimana possono verificarsi brutte cadute e, quando ciò accade, possono causare vari problemi. Se ordino una parte a HRC, ci sono dei tempi di produzione e consegna che possono arrivare a 5 o 6 settimane.”

La stessa dinamica di una MotoGP non aiuta. In realtà, questi prototipi sono dannatamente veloci ma anche relativamente pesanti. Gli incidenti possono diventare incubi.

“Queste moto sono pesanti e molto veloci, quindi non si verificano mai piccole cadute. Se perdi l’anteriore danneggi almeno la carenatura, un mezzo manubrio e molte altre parti in carbonio. La maggior parte di queste può essere riparata e riutilizzata, ma quando si distruggono il telaio e il forcellone, come è successo a noi in Australia nel 2018, la situazione cambia. Questi sono pezzi quasi inestimabili.”

Elencare i costi di un incidente dà l’idea di che tipo di incubo possa essere per un team manager avere in squadra un pilota incline alle cadute. Lo scorso anno Marc Márquez, Cal Crutchlow o Johann Zarco hanno privato del sonno alcuni manager. Per quanto riguarda Casey Stoner, all’epoca aveva il suo soprannome nel paddock: “Rolling Stoner”.

“Un set di dischi freno in carbonio costa circa 10.000 euro e ogni volta che la moto finisce nella ghiaia, questa può rovinare i dischi. Non puoi mandare in pista un pilota su una moto che può facilmente superare i 300 km/h e con freni di cui non ti fidi, quindi li cambiamo ogni volta. Se parliamo di cerchi in magnesio, un set costa circa 4.000 euro. Visto che le gomme Michelin sono sottili e poco protettive, spesso siamo costretti a cambiarle, anche dopo piccole cadute.”

Ci sono anche altre cose che possono facilmente aumentare i costi e far venire mal di testa ai team manager.

“Dipende molto dal fornitore, ma una parte come un radiatore può costare circa 10.000 euro. Quindi, nella parte anteriore della moto si trovano parti elettroniche, come la strumentazione 2D, che da sola costa 2.500 euro. C’è anche la ECU e ogni prototipo è pieno di sensori. E qui stiamo parlando di somme comprese tra 1.000 e 15.000 euro. Non esiste una singola parte elettronica che costi meno di 1.000 euro.”

Ma non ci sono solo componenti fragili su una MotoGP. Ci sono anche elementi che possono sopportare impatti enormi senza problemi e che possono quindi essere utilizzati più a lungo prima di essere sostituiti.

“Come le pinze dei freni, qualcosa che cambiamo molto raramente, proprio come il motore. Tocchiamo ferro, perché abbiamo un numero limitato di motori in stagione, ma per quanto mi ricordi non ho mai sostituito un motore a causa di una caduta. Ovviamente è ben protetto! Anche dopo un grande incidente in cui abbiamo dovuto cambiare il 90% delle parti del mezzo, il motore era ancora intatto.”

Le cadute sono eventi imprevisti che aumentano il carico di lavoro dei meccanici. Queste persone ci sono abituate e sono in grado di ricostruire una moto da zero in poche ore, ma farlo sotto pressione in un box MotoGP su un circuito è ovviamente diverso dal farlo in fabbrica, dove la pressione è inferiore.

“Dall’esterno sembra semplice come prendere un caffè. Conoscono perfettamente la moto. La Honda è nota per essere molto ben pensata per coloro che ci lavorano. So che gli altri prototipi, in particolare quelli europei, sono un po’ complicati a livello di manutenzione. Puoi cambiare facilmente un motore in un’ora e mezza. Se lo chiedi al tuo meccanico, ti prenderà in giro. Ma questi ragazzi lavorano esclusivamente su questa moto dalla mattina alla sera, da gennaio a fine novembre…”

L’articolo originale di Paul Emile Viel su paddock-gp

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