MotoGP, Marc Marquez

MotoGP, Bradl: “Marquez deve ritrovare la strada, Honda in tilt”

Honda vive uno dei peggiori momenti nella sua storia in MotoGP. Stefan Bradl getta uno sguardo sul lavoro HRC e sulle difficoltà di Marc Marquez.

11 luglio 2021 - 11:31

Ultimi giorni di vacanza per Marc Marquez, dal box Repsol Honda commentano: “Riposati, te lo sei guadagnato. Non vediamo l’ora di vederti di nuovo in azione!“. Il pluricampione MotoGP dalla prossima settimana ricomincerà ad allenarsi in vista della seconda parte di Mondiale e non sarà una corsa al titolo iridato ormai lontano. La vittoria del Sachsenring non ha archiviato i problemi tecnici della RC213V, la casa dell’Ala dorata resta quinta nella classifica costruttori, davanti solo ad Aprilia.

Per il costruttore giapponese resta uno dei momenti più difficili nella sua storia in MotoGP. Dopo l’infortunio di Marc Marquez a Jerez nei box hanno perso un po’ la bussola nello sviluppo del prototipo. La lunga assenza ha costretto a seguire i feedback degli altri piloti del marchio, che mai sono riusciti a portare al limite la RC-V. Stefan Bradl ha percorso migliaia di km fra test e gare nell’ultimo anno solare, senza riuscire a dare una svolta. Alberto Puig ha sempre sottolineato che non c’è niente di sbagliato nella moto, manca solo il miglior pilota. Però anche l’otto volte iridato ha ammesso qualche lacuna sul lavoro svolto dai tecnici HRC sin dal suo rientro.

Non è nel suo miglior stato di forma e questo influisce non poco sui risultati. Finora riusciva a colmare i difetti con il talento, ma braccio e spalla non sono ancora al punto da poter guidare al limite la Honda. “Prima deve ritrovare la strada – ha spiegato Stefan Bradl a Speedweek.com -. Si rende anche conto che attualmente non è in grado di aggirare i problemi tecnici della Honda come potrebbe aver fatto in passato… Anche gli avversari non hanno dormito in sua assenza, sono tutti migliorati. Questo vale sia per i produttori che per i piloti. Al momento le cose in Honda stanno andando un po’ in tilt, quindi dobbiamo vedere che c’è un’altra direzione. Me ne accorgo anch’io“.

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