Jorge Lorenzo e Marc Marquez

MotoGP, Bradl: “Jorge Lorenzo non sa da dove cominciare”

Stefan Bradl rinnova con Honda in veste di collaudatore ed esamina la situazione di Jorge Lorenzo: "Marc Marquez lo logora mentalmente".

8 ottobre 2019 - 11:15

Stefan Bradl ha rinnovato il suo contratto di collaudatore con Honda anche per il 2020 e segue da vicino le sorti di Jorge Lorenzo. All’indomani della festa per l’ottavo titolo di Marc Marquez, in casa HRC risulta inevitabile interrogarsi sulla situazione incresciosa del maiorchino che fatica a fare passi avanti in sella alla RC213V. Per quanto il successo del Cabroncito sia la miglior vetrina per il mercato internazionale, gli insuccessi di Lorenzo rappresentano una palla al piede, anche dal punto di vista del marketing.

Inutile dire che sia il team che il pilota abbiano riconfermato la volontà di proseguire anche per il 2020, ma bisognerà mettere sul piatto della bilancia le richieste di Marquez e quelle degli altri piloti sul prototipo del prossimo anno. Il direttore tecnico Takeo Yokoyama ha ammesso che la RC213V attuale sia troppo a misura di Marc e che si lavora per renderla più “accessibile” anche per Crutchlow e Lorenzo. Ma molto dipenderà dalle esigenze tecniche del campione di Cervera, da cui la Honda è ormai dipendente. Il coltello dalla parte del manico ce l’ha il mitico 93.

LORENZO SENZA VIA DI USCITA

Il collaudatore Stefan Bradl collabora anche con l’emittente tedesca ServusTV e, nel corso del programma “Sport and Talk from Hangar-7” parla di “risultati preoccupanti“. Inutile nascondere che il sogno di un tester è di cercare qualsiasi spiraglio per tornare in MotoGP a tempo pieno, ma le sue dichiarazioni sono molto ciniche. “Ho osservato da vicino la situazione in Aragona, ero lì venerdì con il suo debriefing tecnico. Mi dispiace un po’ per lui perché è in una battaglia persa – riporta Speedweek.com -, non sa da dove cominciare con la moto. Inoltre deve condividere il box con Marc Marquez che lo logora mentalmente. Si aggiunga l’infortunio di Jorge Lorenzo ad Assen, in questo momento è difficile per lui uscire da questo vortice“.

Ben altra musica risuona nell’angolo di box occupato dal campione. Una piccola percentuale di merito va attribuita anche al buon lavoro svolto dal collaudatore che ha sempre ricevuto i complimenti dell’otto volte iridato. “Una piccola parte di me è sicuramente lì – ha aggiunto Stefan Bradl -, perché abbiamo sviluppato la moto insieme. Ma quanto sia grande il mio merito lo deve giudicare Marc stesso o la squadra“.

1 commento

mntpl_1326347
20:34, 8 ottobre 2019

Oh e se lo dice bradl… So paroloni

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