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MotoGP, Brad Binder: “All’inizio questa moto era uno shock”

Brad Binder riassume la sua prima stagione MotoGP. "Forse all'inizio pensavo troppo" ha detto il best rookie 2020. "Divertente però vedere come cambiano le cose."

9 dicembre 2020 - 20:19

Brad Binder ha chiuso la sua prima stagione MotoGP come miglior rookie dell’anno, con una vittoria a referto. Ciò che ha sorpreso di più però è che in alcune circostanze è riuscito anche a mantenere il ritmo dei primi della classe. Peccato che a volte le qualifiche e qualche errore vanificassero tutto, ma l’impressione è che il pilota sudafricano abbia un ampio margine di crescita. Certamente sarà da tenere d’occhio anche l’anno prossimo, assieme a tutta la line-up KTM.

Pensare che nei primissimi test a fine 2019 appariva come l’esordiente più in difficoltà… Che passi avanti da allora! “Non mi aspettavo che le cose andassero così bene” ha ammesso Binder. “All’inizio ho fatto fatica, ma dovevo solo capire la moto. Ogni volta che trovavo qualcosa di nuovo mi prendevo il mio tempo per capire. Una volta compreso quanto potevo spingere, oltre al buon feeling, tutto è stato più naturale. Il tempo è essenziale” ha ribadito attraverso il blog KTM. “È divertente però vedere come cambiano le cose. All’inizio ogni volta che salivo in sella a questa moto era uno shock!”

Ma sottolinea anche che “Forse quand’è cominciata pensavo troppo, invece di essere rilassato e trattare la RC16 come una moto ‘normale’.” I passi avanti però si sono visti, e non solo con la prima vittoria MotoGP arrivata a Brno. “È stata davvero una sorpresa, poco ma sicuro” ha detto Binder in proposito. Ma cos’è cambiato di più in classe regina? “La frenata” ha dichiarato l’alfiere KTM Factory. “La decelerazione con queste moto, la velocità che riesci a ridurre in così poco spazio è difficile da capire all’inizio. Siamo migliorati tanto, pur con qualche ‘sveglia’ con le gomme ed il grip, ma capirò con l’esperienza.”

Non dimentica di sottolineare anche il lavoro ‘dietro le quinte’, ovvero quello dei meccanici. “Lo fanno tutto il duro lavoro per migliorare la moto” ha rimarcato. “Da parte mia esco, riporto le mie impressioni, cosa mi piace, il potenziale, cercando di renderlo il più semplice possibile.” Per finire, qualche mea culpa da parte sua. “È sempre un grande sforzo e qualche volta, come nelle ultime gare, senza avere molto in cambio. Ho disputato buone gare, ma soprattutto ho commesso troppi errori. Questa però è la MotoGP, l’apice del motorsport, e posso farcela.”

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