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MotoGP, Claudio Domenicali
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MotoGP, boss Ducati: “L’eredità di Valentino Rossi è pesante”

21 set 2021 di Luigi Ciamburro

Claudio Domenicali loda la visione dell’Academy di Valentino Rossi e Ducati ne segue la scia. Il titolo MotoGP? “Con Bagnaia e Miller possiamo vincere”.

Domenica nel paddock MotoGP di Misano c’era anche il grande boss Ducati Claudio Domenicali. L’a.d. ha assistito da vicino alla seconda vittoria di Pecco Bagnaia, ha gioiti a pugni chiusi con il team manager Davide Tardozzi ed è subito ritornato a Borgo Panigale per rimettersi al lavoro. “Lo sport è straordinario per come emoziona – racconta a ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Però è importante che la parte sportiva venga guardata con la lente. Abbiamo un’azienda di quasi 2 mila persone, è fondamentale che ci sia un bilanciamento tra i costi dell’attività sportiva e quel che l’azienda può sostenere. Vendiamo 55 mila moto l’anno, non 5 milioni“.

Nelle mani di Pecco

La MotoGP è una vetrina importante, anche se a medio-lungo termine. Ducati Team aiuta nelle vendite solo in parte, almeno fino a quando non inizieranno ad arrivare i mondiali, che sono quelli che fanno rumore e danno fama. Eppure il team emiliano si contraddistingue per l’innovazione tecnologica che riesce a portare in pista, facendo spesso da ispirazione per gli altri costruttori. Specialmente nel settore dell’aerodinamica. Ducati è nel Mondiale dal 2003, non ha una storia particolarmente lunga. L’unico titolo in classe regina porta la firma di Casey Stoner. Ma c’è la sensazione che Pecco Bagnaia possa aprire una nuova epoca. “I piloti sono organismi delicati, in certi momenti entrano in una condizione magica in cui ti fidi della squadra, della moto… ecco, Pecco è in questa situazione“.

Il timbro di Valentino Rossi

Ducati è chiamata a tenere alta la bandiera italiana, soprattutto ora che Valentino Rossi è in procinto di lasciare la MotoGP. “Valentino ha rappresentato un fenomeno di proporzione epocale – sottolinea Claudio Domenicali -, la sua è un’eredità pesante, vedo piloti forti, ma che devono costruirsi a livello mediatico. La commistione tra una prestazione in pista straordinaria e questa capacità di essere un guascone, è un unicum. Oltre alla visione dell’Academy: gran parte di quel che Pecco e Morbidelli stanno ottenendo, lo devono a un certo modo di allenarsi e stare assieme. Mi piace pensare che pure Ducati segua lo stesso percorso“.

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