MotoGP: Ben Spies fa il punto dopo il GP del Mugello

Il bilancio dell'iridato Superbike dopo il 7° posto

11 giugno 2010 - 4:17

Alla luce di ciò che è stato in grado di fare lo scorso anno, quando da “matricola” vinse il mondiale Superbike, molti si aspettavano da Ben Spies dei numeri più importanti rispetto a quelli mostrati dal texano in questa prima parte di stagione 2010 MotoGP. Il pilota Monster Energy Tech 3 Yamaha, intervistato via Skype come di consueto da David Williams di On The Throttle, è convinto al contrario di star rispettando la tabella di marcia che si era preposto ad inizio anno. “Ho le mie aspettative su ciò che posso fare” commenta Ben Spies, “e poi ci sono altre persone che vedendoti provano a dire cosa dovresti o cosa saresti in grado di fare. Alla fine, sto ottenendo ciò che mi ero posto, ovvero restare nella top 10. Abbiamo avuto un paio di brutte domeniche, Jerez e Le Mans. Ma a Mugello e in Qatar, un settimo e un quinto posto, è dove mi pongo di stare per il mio primo anno. Il confronto con gli altri rookie non è possibile, in quanto non lo sono davvero visto che ho già corso in MotoGP in passato, tre o quattro gare. Certo gli altri hanno già corso su questi tracciati per anni, quindi ci sono sempre queste comparazioni e a me piacerebbe essere il “top rookie”, ma ora quello che sto tentando di fare è solo di avvicinarmi ai piloti di vertice, ed è questo ciò su cui stiamo lavorando.”

Il calendario per il campione in carica World Superbike, dopo le prove di Jerez, Le Mans e Mugello (tracciati sconosciuti per l’americano), è decisamente più clemente: la prossima tappa è a Silverstone, Regno Unito, circuito che è stato modificato quasi completamente e che ha preso il posto di Donington Park, quindi pista nuova anche per gli avversari. Ovviamente per “Elbowz” gli appuntamenti più attesi sono quelli statunitensi di Laguna Seca e di Indy. Spies è perfetto interprete del primo, che conosce in ogni suo centimentro, mentre sul secondo ottenne un incredibile sesto posto nel round 2008 MotoGP, al quale partecipò come sostituto del convalescente Loris Capirossi. “Non vedo l’ora, poiché Silverstone sarà nuova per tutti, ed Assen la conosco già. Certo, dovrò imparare il circuito di Catalunya e il Sachsenring, ma dopo di questi si andrà a Laguna Seca ed a Indy, e in tracciati che in generale conosco. Quindi posso dire che il peggio è passato, abbiamo dovuto imparare molto e siamo sempre stati un passo indietro, visto che ci sono solo 3 ore di tempo da spendere in pista nelle prove. La prima per noi è spesa completamente ad imparare il tracciato, mentre gli altri possono già lavorare sul set-up di gara ed effettuare dei cambiamenti, io non sono neanche nelle condizioni di provare a farli. Tre ore solamente a disposizione sono abbastanza per imparare il tracciato, ma non per lavorare bene sul set-up: questo è il grande problema.”

Non è stato per “Texas Terror” un fine settimana facile quello disputato sul circuito del Mugello lo scorso week-end. Autore di una buona partenza, il pilota Yamaha si è ritrovato per diversi giri a dover far da spettatore, involontario, dell’agguerrita lotta tra Casey Stoner, Marco Melandri e Randy De Puniet per il quarto posto, senza mai riuscire ad entrare nella bagarre. Ecco quali sono le motivazioni di Spies a riguardo: “Ho fatto una grande fatica in gara a Mugello. Ho spinto il più forte possibile, ma siamo stati quasi costretti a correre con la gomma dura. Io avrei voluto utilizzare una copertura più morbida, che mi avrebbe permesso di caricare di più l’anteriore, ma ho finito per utilizzare la dura, e per questo ho fatto fatica. Un altro motivo è che ho tentato di star dietro al gruppo che mi precedeva, ma avevamo delle lacune quanto a velocità massima. Una volta che mi avvicinavo, dovevo per forza seguire le loro linee e traiettorie, il che mi ha reso il tutto più difficile. Stare mezzo secondo più indietro mi ha reso la vita molto più facile, il problema è che non ne avevo abbastanza per sorpassare. L’unica speranza che potevo avere è che uno di loro si staccasse dal pacchetto e potessi superarlo, oppure che ci fosse una qualche collisione lì davanti, ma non è successo niente di tutto ciò.” Valerio Piccini

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