Ben Spies

MotoGP, Ben Spies: “Casey Stoner mi ha lasciato senza parole”

Ben Spies ricorda la sua esperienza in MotoGP e indica Casey Stoner come il più grande pilota che abbia mai affrontato in pista. Più di Marc Marquez.

30 aprile 2020 - 13:50

L’ex campione del mondo di Superbike Ben Spies ha avuto una carriera intensa, troncata sul più bello da un infortunio alla spalla. Tre volte campione nel campionato AMA Superbikes, ha debuttato nel WorldSBK nel 2009 con la Yamaha. Nel suo anno da rookie si è aggiudicato il titolo iridato, sembrava un ciclone inarrestabile, tanto da guadagnarsi un posto in MotoGP. Entra nel team Tech3, conquista una pole e due podi, sesto nella classifica finale. Verrà chiamato a sostituire Valentino Rossi nel 2011, al fianco di Jorge Lorenzo. Nonostante la prima vittoria in Top Class non va oltre la quinta piazza finale in classifica piloti.

GLI INTERVENTI ALLA SPALLA

Dal 2012 comincia la fase calante per Ben Spies per un infortunio alla spalla rimediato in Malesia. Nel 2013 firma per Ducati Pramac, ma ben presto dovrà dire addio alle corse per un’altra brutta caduta avvenuta a Indianapolis. Il campione texano, in un’intervista a MotoAmerica, ripercorre le tappe della sua prestigiosa carriera. E quell’infortunio che lo ha costretto a ben sette interventi chirurgici. “La mia spalla destra quasi non esiste. Un’altra operazione avrebbe potuto risolvere il problema. Ma se fosse andato storto sarebbe stato estremamente doloroso e avrei avuto ulteriori interventi. Avevo in programma di correre altri tre anni, i dottori mi dissero che non sarebbe stato sicuro per me uscire in pista“.

L’ESPERIENZA IN CLASSE REGINA

All’età di 29 anni ha detto addio alla MotoGP, ma ricorderà quelle quattro stagioni come una parentesi indimenticabile. Anche se con il rammarico di non aver potuto dimostrare tutto il suo valore. “Non credo di aver ottenuto il massimo dalla MotoGP, come invece sono riuscito in SBK. Onestamente, ricordo solo due o tre gare in cui mi sentivo bene, come quando guidavo in Superbike e guidavo a quel limite. La gente non capisce la grande differenza tra le due moto, è gigantesca. Sono cresciuto correndo senza controllo della trazione o elettronica, con la moto che si muoveva e scivolava dappertutto. Poi sono passato alla Superbike, dove c’era l’elettronica e le gomme Pirelli. Infine in MotoGP, con percorrenze di curva davvero veloci“. Due i piloti che hanno colpito Ben Spies più di tutti. Il primo è Marc Marquez, ma ancora di più Casey Stoner. “Ha fatto certe cose che mi hanno lasciato senza parole“.

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