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MotoGP, Angel Charte: “Non possiamo commettere errori”

La ripartenza si avvicina, grande attenzione soprattutto alle nuove misure da adottare nel paddock. "Saremo molto severi" ha precisato il dottor Charte.

16 giugno 2020 - 12:19

Il nuovo calendario del Mondiale MotoGP è stato pubblicato, ma chiaramente tutto sarà ben diverso nel paddock. Regole ferree, controlli serrati, esami, distanziamento e personale molto ridotto: tutto ciò che serve per evitare qualsiasi possibilità di contagio da Covid-19. Una nuova normalità di cui i piloti stanno avendo un assaggio nel corso dei test privati svolti di questi giorni. Un grande impegno da tutte le parti coinvolte per assicurare comunque lo svolgimento della stagione 2020 del Motomondiale.

Il dottor Angel Charte, responsabile medico del Campionato del Mondo, non ha esitato a parlare di “situazione terrificante” incontrata negli ospedali all’inizio della pandemia. Ecco perché di conseguenza le regole studiate saranno molto severe fin dal primo Gran Premio a Jerez. “Il lavoro per ripartire è stato molto duro, non possiamo commettere errori” ha sottolineato. “Carmelo e Carlos Ezpeleta si sono messi subito all’opera per far ripartire il Mondiale, e devo dire che hanno svolto un lavoro davvero eccellente.”

“Abbiamo un protocollo perfettamente strutturato e definito, saremo da subito molto severi” ha continuato. “Anche se in molte zone della Spagna sono nella ‘fase 3’, o ‘nuova normalità’, a Jerez staremo molto attenti. Sappiamo che tutti arrivano da un periodo di confinamento, ma troveranno un nuovo lockdown nel paddock. Cosa significa? Solamente che infrangere le regole sarebbe un grande errore, oltre a portare a sanzioni molto severe. Lo dico senza toni drammatici: il Mondiale è importante, vogliamo disputarlo e concluderlo.”

“Test degli anticorpi, esami del tampone, analisi dei dati, settorializzazione e confinamento. Saranno questi i concetti principali che tutto il personale del paddock dovrà tenere a mente.” Come detto, ora bisogna ripartire con tutte le misure di sicurezza del caso, per garantire la salute degli addetti ai lavori. “Forse più avanti potremo essere meno rigidi, ma dipenderà dall’evoluzione della situazione Gran Premio dopo Gran Premio.”

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