MotoGP, Andrea Iannone

MotoGP, Andrea Iannone: “Nessuno deve permettersi di giudicare”

Andrea Iannone resta in attesa prima di conoscere il suo futuro in MotoGP. Massimo Rivola ritorna nel paddock di Aragon dopo l'udienza a Losanna.

17 ottobre 2020 - 11:00

Andrea Iannone e il paddock della MotoGP restano nel limbo dell’attesa, il Tas di Losanna si è preso un altro mese di tempo per la sentenza finale. Entro metà novembre verrà comunicato se la squalifica per doping verrà ridotta da 18 a 12 mesi. L’ennesimo colpo basso al pilota di Vasto che resta in balia della giurisdizione. “Dentro ogni persona ci sono dolori che nessuno conosce – scrive sui social -. Sacrifici che nessuno ha asciugato, cicatrici che nessuno ha curato. Ci sono sentimenti che nessuno potrà mai giudicare, perché nessuno ha pianto le stesse lacrime, sofferto lo stesso dolore… Ognuno di noi conosce quello che tiene chiuso dentro al cuore e che nessuno al mondo deve permettersi di giudicare“.

Rivola da Losanna ad Aragon

Massimo Rivola ha trascorso la giornata di giovedì a Losanna ed è tornato nel paddock della MotoGP solo venerdì. Aprilia difende a spada tratta Andrea Iannone e non si muoverà sul mercato piloti fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva. Anche a costo di perdere grandi occasioni, alias Andrea Dovizioso. “Non voglio entrare nei dettagli. Lo farò solo dopo che la sentenza sarà stata pubblicata – ha commentato l’ex manager F-1 a Speedweek.com -. Per ora sono soddisfatto del lavoro svolto da avvocati, scienziati e chimici. Ci è stato detto che ascolteremo il verdetto a metà novembre. Ma può essere annunciato in qualsiasi momento. E si spera che accadrà più vicino a ottobre che a novembre“.

Massimo Rivola continua a credere nell’innocenza del pilota MotoGP, che insiste nell’indicare la contaminazione alimentare come causa della positività al drostanolone. Tesi su cui non concorda la WADA che ha chiesto una condanna a 4 anni. L’ulteriore attesa per la sentenza potrebbe rappresentare un buon indizio per Andrea Iannone, segno che una decisione scontata non esiste. “All’inizio non eravamo convinti dell’innocenza di Andrea. Ma poi l’analisi del capello ci ha convinto. Perché non c’è via di fuga con lei – ha concluso il tecnico Aprilia -. Capisco che il test delle urine sia più efficace. Ma il campione di capelli è conclusivo“.

Foto: Instagram @andreaiannone

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