MotoGP, Andrea Iannone

MotoGP, Andrea Iannone: carriera a rischio e nelle mani del TAS

La WADA chiede una condanna di 4 anni per Andrea Iannone, la decisione spetta ora al TAS. Il paddock MotoGP attende con ansia la sentenza.

10 giugno 2020 - 9:15

Non bastavano le voci di mercato a seminare adrenalina nel paddock, adesso si aggiunge la vicenda Andrea Iannone, risultato positivo al doping dopo il GP della Malesia 2019. Il pilota Aprilia, insieme al suo legale Antonio De Rensis, avevano chiesto l’annullamento della condanna a 18 mesi inflittagli dal Tribunale Disciplinare della Federazione Motociclistica Internazionale lo scorso 31 marzo. Per questo motivo hanno presentato appello al TAS di Losanna per chiedere l’assoluzione completa.

TAS VICINO ALLA SENTENZA

Intanto al TAS è arrivato anche un altro rincorso, quello della WADA, l’agenzia antidoping, che si appella per la ragione opposta. Ritiene che la condanna a 18 mesi sia troppo blanda e chiede il massimo della pena: 4 anni. Nulla di troppo eclatante nel mondo giuridico. Se la WADA non avesse presentato il contro-ricorso avrebbe implicitamente ammesso un proprio errore nell’istruttoria iniziale. Il lato positivo è che il TAS, annunciando i due ricorsi, è vicino alla sentenza. “Si spera avvenga presto, anche se per come sono andate le cose finora è meglio non fare previsioni“, ha detto Massimo Rivola a ‘La Gazzetta dello Sport’.

APRILIA RESTA OTTIMISTA

C’è grande attesa nel paddock della MotoGP, visto che da Andrea Iannone potrebbe dipendere il destino di Danilo Petrucci. Il pilota Ducati correrà la sua ultima stagione in Ducati e va alla ricerca di una sella libera per il prossimo anno. In casa Aprilia, con cui c’è stato qualche colloquio, continua a regnare un certo ottimismo, visto che la FIM in primo grado aveva riconosciuto la contaminazione nella carne che Iannone ha mangiato nell’hotel in Malesia. “Ha sancito che non è stata un’assunzione prolungata, né per migliorare le prestazioni – ha aggiunto Massimo Rivola -. Tanto più che è accertato come la sostanza incriminata (Drostanolone, n.d.r.) non migliori le performance nel motociclismo. Dunque in definitiva pur in una sentenza di condanna, il tribunale della FIM in primo grado ha certificato l’innocenza di Andrea“.

Nota a margine: nello stesso hotel in cui ha mangiato Andrea Iannone hanno cenato anche molti altri piloti MotoGP, compresi Marc Márquez e Jorge Lorenzo, anche loro sottoposti ad esame antidoping nello stesso weekend. Ma le analisi di entrambi i piloti Honda hanno dato esito negativo. Quindi, per i difensori del pilota, puntare tutte le carte sull’assunzione di carne contaminata potrebbe rivelarsi assai insidioso.

Video Instagram @andreaiannone

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