MotoGP, Andrea Dovizioso e Simone Battistella

MotoGP, Andrea Dovizioso-Ducati: l’ingaggio è la chiave del divorzio

Andrea Dovizioso e Ducati si separeranno alla fine della stagione 2020 di MotoGP. Uno dei motivi alla base della decisione è l'ingaggio del pilota.

18 agosto 2020 - 10:16

Andrea Dovizioso e Ducati non torneranno indietro, anche in caso di titolo MotoGP. Davide Tardozzi e Paolo Ciabatti hanno mal celato la loro amarezza per una decisione che deriva dall’alto, da Gigi Dall’Igna in su. Il Direttore Generale di Ducati Corse non ha mai manifestato la volontà di voler proseguire con il forlivese, dopo otto anni si sente la necessità di cambiare. Del resto le tante incomprensioni sullo sviluppo tecnico della Desmosedici hanno seminato troppi malumori. Ma non è tutto.

In ballo c’erano richieste di denaro che l’azienda di Borgo Panigale dice di non poter soddisfare. Soprattutto in una stagione MotoGP contrassegnata indelebilmente dall’emergenza Covid-10, sia dal punto di vista sanitario ma soprattutto finanziario. La scelta di Jack Miller non è certo casuale: pilota giovane, arrembante e dallo stipendio low cost che sfiora 1 milione di euro (più eventuali bonus). Andrea Dovizioso e il suo manager Simone Battistella ne chiedevano almeno 3-4, ma in Ducati hanno alzato le barricate. D’altronde a Jorge Lorenzo non hanno offerto più di 800.000 Euro.

A questo punto al vicecampione MotoGP non resta che guardarsi intorno. Aprilia attende il 15 ottobre prima di prendere una decisione. KTM non ha intenzione di riaprire un dialogo chiuso a giugno, anche se la tentazione di riportare Iker Lecuona in Moto2 è grande. In entrambi i casi il Dovi dovrà ritoccarsi l’ingaggio e accontentarsi di cifre molto più modeste di quelle richieste. Viceversa, potrebbe optare per una mansione da collaudatore per il 2021, con la possibilità di compiere qualche wild card. E dal 2022 ritornerebbe a tempo pieno. Il manager ha già ricevuto diverse proposte che verranno vagliate nelle prossime settimane. Andrea attende la migliore offerta prima di ufficializzare il suo destino, ma le strade percorribili sono davvero poche in questo momento.

6 commenti

lorenzoursan_14190819
23:30, 18 agosto 2020

La mancanza di fiducia da parte dei vertici dell’azienda per cui corre da 8 anni è la vera chiave del divorzio. Si vede chiaramente che Andrea non è un avido o un individuo mosso dalla bramosia per il denaro.

wwwcarmel_14942506
15:31, 18 agosto 2020

Dico solo una cosa….finalmente adesso che Dovizioso ha scaricato Ducati, forse vincera’ il mondiale che merita!!
Sarebbe bello….
In Ducati e’ ormai un po di anni che non capiscono un caxxo!
Continuano ad addossare la colpa sempre e solo ai piloti….la moto invece e’ perfetta, imbattibile….la piu’ forte di tutti….
Che miseri….

quattordici800_14945882
13:09, 18 agosto 2020

Buon giorno a tutti….nei vari articoli letti dopo l’Austria 1 ho trovato di tutto…vendetta dovi, assassino zarco,pilota della domenica (HA VINTO 2 MONDIALI),rossi santo subito,vinales (chissenefrega)!!dovizioso è un pilota e fa il suo mestiere, tra l’altro io tifo x lui,però è il suo dovere dare tutto ….Ducati è un’azienda che deve prendere delle decisioni, x me in questo caso sbagliatissima, però la rispetto! Zarcò probabilmente ha fatto una cazzata ma definirlo un assassino oppure un dilettante, boh!!poi,c’era anche vinales vicino a rossi, però nessuno lo caga!!tra l’altro, qualche genio mi spiega le dinamiche così diverse tra i lunghi di poll astro tra Brno dove zarcò è stato penalizzato e l’Austria, dove Oliveira si è incazzato?stava facendo la traiettoria giusta come zarcò visto che poll astro era finito largo!!cmq grazie a dio nessuno si è fatto male seriamente!

Macx
12:58, 18 agosto 2020

Comunque non è che se fai una cazzata da 24 milioni per Lorenzo ti devi poi rifare sugli altri……………..

Macx
12:53, 18 agosto 2020

Pensione dorata e motocross for fun

    claudioconti5_37836
    18:00, 18 agosto 2020

    Dovi non deve dimostrare più nulla, se è vero che Stoner è stato il talento più fulminante che abbia mai visto in sella è altrettanto vero che Dovizioso è stato il pilota più stratega, professionale e lucido laddove nessun altro è riuscito, fin dai tempi della 125. È un pilota che decisamente al di fuori dei canoni del pilota folle, lui è ragione pura, forse fin troppa, e questo è stato il suo più grande limite ma questo, lui lo sa. Eppure cercate nella storia del motomondiale un pilota cosi, prudente ma audace, ragionatore ma dall’istinto incisivo, all’apparenza distaccato ma mentalmente e fisicamente devoto. Forse Ducati vincerà ancora qualche volta con piloti diversi l’anno prossimo vivendo sulla scia dello sviluppo Dovi ma poi? Dall’Igna è geniale ma si è sopravvalutato: Miller è un vorrei ma non posso, Bagnaia (spero di sbagliarmi) è acerbo e Lorenzo uomo yamaha a vita

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