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MotoGP, Alex Rins: “Holeshot? Non durante il giro. Poi in partenza…”

Alex Rins carico per il GP a Le Mans. La spalla ora sta bene ed il pilota Suzuki vuole dimenticare gli ultimi errori. Non manca un commento sul dispositivo holeshot.

14 maggio 2021 - 7:30

Come per Jack Miller, in un certo senso possiamo dire che anche Alex Rins ha un conto in sospeso con la pista di Le Mans. In maniera però diversa, visto che il ritiro del pilota Suzuki nel 2020 è stato per una caduta che l’ha privato di (almeno) un piazzamento sul podio. A questa aggiungiamo gli errori degli ultimi due eventi a Portimao ed a Jerez… Ora il #42 arriva carico alla tappa francese, con una spalla ben più a posto e tanta voglia di essere protagonista, che ci sia la pioggia (come sembra promettere) o meno. Nel suo palmares troviamo una vittoria conquistata in Moto2, più altri tre podi ottenuti in Moto3.

Per quanto riguarda le sue condizioni fisiche, ricordiamo che ha interrotto anzitempo i test di lunedì dopo il GP per controllare una spalla dolorante. “Era una scusa per non girare” ha dichiarato Alex Rins ridendo. Il risultato però è stato una leggera infiammazione, subito curata. “Lunedì tutto è tornato normale. Mi sarebbe piaciuto anche allenarmi in moto o in kart, ma pioveva di continuo. Ora proverò in MotoGP.” Cercando di dimenticare le ultime due cadute in gara. “La prima è stata difficile da analizzare. La seconda è capitata quand’ero nel gruppo e ho perso un po’ il punto di frenata, per poi finire sullo sporco e perdere l’anteriore.”

Come prevenire gli errori? “Forse non andare troppo veloce in alcuni punti, o stare più calmo in certi momenti… Sinceramente però non lo so.” Gli si ricorda poi il 2020, le difficoltà sull’asciutto ed il cambio totale sul bagnato. Una buona notizia anche per quest’anno? “Per questo facciamo la danza della pioggia!” è la sua risposta. Si parla poi anche del famoso holeshot. “Mi piacerebbe non fosse utilizzato durante il giro, anche perché in Suzuki non ce l’abbiamo. Ci sarebbe maggiore uguaglianza. Poi in partenza… Ad essere sincero parto bene anche senza, non noto differenze.”

Spiega anche il segreto delle sue partenze. “È cambiato tutto quando, ancora in Moto2, sono andato ad allenarmi su un circuito vicino Andorra. Ho portato il mio meccanico ed abbiamo cominciato a realizzare partenze, chiaramente senza dispositivo né altro. Con la MotoGP non posso dire cosa usiamo, ma partivo bene già da prima. Certo, dopo l’insistenza sia mia che di Joan per averlo preferisco usarlo, ma non durante il giro. Dobbiamo parlarne in Commissione di Sicurezza, tanti non sono d’accordo su questo punto.”

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Foto: motogp.com

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