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MotoGP: Alex Rins e Cal Crutchlow, lotta col dolore a Jerez

Fine settimana difficile per Rins e Crutchlow, convalescenti da infortuni rimediati lo scorso weekend. Entrambi cercheranno di migliorare sabato.

24 luglio 2020 - 20:43

Sono passati pochi giorni da quando Alex Rins e Cal Crutchlow si sono infortunati. Lussazione e frattura della spalla per il primo, frattura dello scafoide (operata) per il secondo. Nonostante ciò, i due piloti MotoGP non si sono persi d’animo e sono regolarmente scesi in pista fin da subito in entrambi i turni del venerdì, per valutare le proprie condizioni. Chiaramente sono ben lontani dalle loro consuete posizioni in classifica ed il dolore si fa sentire, ma per ora non si fermano. Sabato ultime libere e qualifiche, nella speranza che le cose vadano meglio.

“È stata una giornata davvero dura, pensavo di stare meglio” ha ammesso l’alfiere Suzuki, 21° nella classifica combinata del venerdì. “Ho avvertito invece parecchio dolore alla spalla, soprattutto in frenata.” Primo turno (chiuso in anticipo per non sforzare troppo la spalla) disputato senza antidolorifici, a cui è ricorso invece nella seconda sessione di prove libere, anche se in forma molto leggera. “Nel pomeriggio è andata un po’ meglio.” Una prova in più ci sarà sabato, con gli ultimi due turni di prove, seguiti dalle qualifiche. “Vediamo come mi sento e se riesco ad essere un po’ più veloce.”

Situazione leggermente diversa per il pilota LCR Honda. “Credo di riuscire a continuare per tutto il weekend” ha dichiarato Crutchlow, 20° in classifica combinata. “Onestamente non sono messo così male. Certo, è doloroso quando devo compiere movimenti rapidi in moto, si fa sentire, e sicuramente non sono nelle migliori condizioni in sella. La pressione è tutta sul braccio destro, visto che sto cercando di non sforzare troppo il sinistro.” Riguardo al piazzamento, “Anche se sono molto indietro il ritmo non è male. L’intervento c’è stato appena tre giorni fa, devo essere grato ai dottori per il lavoro fatto, visto che mi ha permesso di essere qui.”

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