MotoGP, Alex Briggs meccanico di Valentino Rossi

MotoGP, Alex Briggs-Valentino Rossi: a Jerez la triste verità

Alex Briggs racconta l'incontro nel motorhome di Valentino Rossi a Jerez. All'inizio del campionato MotoGP l'esclusione del meccanico era già stata decisa.

10 dicembre 2020 - 8:46

Nell’ultimo round MotoGP a Portimao Valentino Rossi ha dovuto salutare il suo storico meccanico Alex Briggs. Nel passaggio dal team Yamaha factory a Petronas SRT resta fuori dal paddock insieme a Stefan Brent, dopo aver seguito il Dottore sin dai tempi della Honda, compreso il difficile biennio in Ducati. Il meccanico australiano prevede una nuova vita dopo oltre un ventennio nel Mondiale: “Non sono infelice, o arrabbiato, o deluso, o qualcosa del genere. Nelle corse, cose del genere accadono sempre. Le persone vanno e vengono, sono stato davvero fortunato ad essere qui per tutto il tempo che ho“.

Un addio preannunciato

La sua esclusione sembrava chiara sin dall’inizio del campionato 2020, sebbene Valentino Rossi abbia firmato solo alla vigilia del GP di Catalunya. “Da Jerez ho pensato a cosa fare e cosa verrà dopo, e sono a mio agio“, racconta Alex Briggs a ‘The-Race’. “L’unica differenza ora sarà che devo fare un po’ di lavoro qua e là per guadagnare un po’ di soldi in entrata. Ma ho mani in pasta e devo solo spingerle più in fondo“. C’è ovviamente l’amarezza per non aver detto addio alla MotoGP insieme al campione di Tavullia. “Abbiamo avuto alcuni incontri a Jerez nel suo camper [di Rossi] su quello che stava succedendo. Stava cercando di tenerci uniti come gruppo, ma semplicemente non ha funzionato“.

Un po’ di storia

Lo staff di Valentino Rossi ha fatto di tutto per preservare il gruppo storico VR46, ma alla fine ha dovuto cedere al diktat Petronas SRT. Ad Alex Briggs resta un bagaglio di esperienze e ricordi come pochi altri. Fra tutti il coraggioso passaggio dalla Honda alla Yamaha, una sfida che sembrava a priori perdente, ma che ha proiettato il pesarese dalla storia alla leggenda. Valentino Rossi ha dimostrato che non era la moto a fare la differenza… “Questa è la cosa peggiore che tu possa mai fare a un pilota: digli che non hanno importanza. Fallo e devi trovare un nuovo pilota ed è quello che è successo“.

Fu a quel punto che si incrociano le strade con Stefan Brent, che all’epoca era nel box Yamaha al fianco di Carlos Checa. “L’unico ragazzo che non lavorava con noi all’epoca era Brent. Stava lavorando con Carlos alla Yamaha. Venne da noi e disse che stava pensando di partire perché voleva lavorare con noi… Abbiamo detto ‘amico, non muoverti! Resta esattamente dove sei! Poi abbiamo negoziato per portarlo dalla nostra parte del garage in modo che potesse diventare il manuale della moto“.

Il 2011-2012 è forse il momento più difficile nella carriera di Valentino Rossi e del suo staff. Pensava di poter portare la moto italiana alla vittoria, invece due anni dopo è dovuto rientrare in Yamaha. “Avevamo la romantica sensazione che avremmo fatto la stessa cosa e, se le circostanze fossero state un po’ diverse, penso che avremmo potuto. Ma non è andata proprio così – aggiunge Alex Briggs -. Tuttavia, non ho rimpianti“.

Il futuro di Briggs

Adesso nel suo futuro ci saranno sicuramente mansioni più futili rispetto alla MotoGP, magari nella speranza che venga un giorno richiamato ai box nel team VR46. Continuerà a coltivare la sua grande passione per il golf e probabilmente comparirà in alcune trasmissioni televisive per raccontare la sua lunga storia al fianco di Valentino Rossi. “Alcune persone mi hanno chiesto di parlare in pubblico, ad alcuni eventi, forse anche una piccola possibilità di apparizioni in TV. Aspettiamo e vediamo: certe cose potrebbero accadere, ma non ho bisogno che accadano“.

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