Aleix Espargaro (getty images)

MotoGP, Aleix Espargarò: “Aprilia non è una moto adatta solo a me”

Aleix Espargarò ad Aragon va alla ricerca del secondo podio MotoGP con Aprilia. Condividerà il box con Maverick Vinales: "Deve adattarsi, ma si divertirà".

7 settembre 2021 - 8:49

Reduce dal primo podio MotoGP con l’Aprilia Aleix Espargarò vuole riprovarci ad Aragon. Per la prima volta condividerà il box con l’amico (e rivale) Maverick Vinales, pronto a cominciare il lavoro di adattamento ed evoluzione sulla RS-GP dopo i due giorni di test a Misano. Il tracciato spagnolo è forse quello che più si adatta alle caratteristiche di questa moto, ci sarà un nuovo motore V4, quindi le aspettative sono altissime. “Dobbiamo lottare ancora per il podio, questo è certo, ma questo è quello che dico ogni settimana – ha detto l’alfiere di Granollers -. Finalmente ora sono finito sul podio, quindi ad Aragon voglio di più“.

Sarà la prima occasione per affiancarsi al neo arrivato Vinales, “Non siamo ancora al livello della Yamaha, ma siamo sulla buona strada. Penso che Maverick si divertirà molto alla guida dell’Aprilia. Dovrà adattarsi perché è tutta un’altra storia rispetto alla Yamaha, ma come ho dimostrato la moto è in arrivo“. Aleix Espargarò conosce alla perfezione il prototipo MotoGP di Noale, fa parte del progetto dal 2017 e adottato un approccio poco personale. “Non ho mai provato ad adattare la moto a me stesso. Questo è sicuro. In questi cinque anni ho sempre cercato di rendere la moto competitiva. Ovviamente ho detto agli ingegneri cosa mi sarebbe piaciuto perché ero il pilota numero uno. Ma ho sempre cercato di adattarmi alla moto“.

Negli ultimi due anni l’Aprilia RS-GP ha subito una rivoluzione, a cominciare dal motore e dall’aerodinamica. Merito della dedizione di Romano Albesiano e Massimo Rivolta, oltre che dei tecnici arrivati a dare manforte al vecchio nocciolo duro della squadra. “Dall’arrivo di Massimo [Rivola] a Noale sono cambiate tante cose, il nostro modo di lavorare. Sono arrivati ​​tanti nuovi ingegneri. Non c’è niente di gratuito in questo sport. Bisogna mettere soldi. Bisogna investire. Questo è quello che abbiamo fatto…“.

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